Sorveglianza illegale: polizia israeliana ha usato strumenti di spionaggio senza autorizzazione, secondo il rapporto del Commissario di Stato
Fonti
Fonte originale: Haaretz (articolo in inglese).
Approfondimento
Il rapporto del State Comptroller (Commissario di Stato) si riferisce al periodo 2019‑2021 e è stato redatto in seguito alla scoperta del caso Pegasus, in cui l’intelligence israeliana aveva utilizzato un software di spionaggio su numerosi individui. Il documento evidenzia che la polizia israeliana ha operato senza ottenere le autorizzazioni previste dalla legge, sia dal pubblico ministero sia dal consulente legale.

Dati principali
Secondo il rapporto:
- La polizia ha effettuato intercettazioni su vittime di reati, minori, figure pubbliche e professionisti protetti da segreto professionale.
- Non sono stati divulgati i nomi delle persone oggetto delle intercettazioni.
- Haaretz ha riferito che le forze dell’ordine hanno contattato almeno quattro società per l’uso di strumenti di sorveglianza.
| Periodo | Tipo di soggetto sorvegliato | Numero di intercettazioni (stimato) |
|---|---|---|
| 2019‑2021 | Vittime di reati, minori, pubblici, professionisti con segreto professionale | Non specificato |
Possibili Conseguenze
Le pratiche descritte potrebbero comportare:
- Violazioni dei diritti alla privacy e alla protezione dei dati personali.
- Perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni di sicurezza.
- Possibili azioni legali da parte delle vittime o delle loro famiglie.
- Revisione delle procedure di autorizzazione e supervisione delle attività di sorveglianza.
Opinione
Il rapporto non esprime giudizi di valore ma presenta i fatti verificabili. Non si afferma se le intercettazioni fossero giustificate o meno, né si attribuiscono motivazioni alle autorità coinvolte.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il documento evidenzia una lacuna procedurale: la mancanza di autorizzazioni formali da parte del pubblico ministero e del consulente legale. Tale omissione è rilevante perché la legge israeliana richiede esplicitamente l’approvazione di queste autorità per le operazioni di sorveglianza. La non divulgazione dei nomi delle vittime limita la trasparenza e impedisce un’analisi più dettagliata delle potenziali violazioni.
Relazioni (con altri fatti)
Il caso Pegasus, scoperto nel 2021, ha già sollevato preoccupazioni sulla diffusione di software di spionaggio. Il rapporto del Commissario di Stato si inserisce in un più ampio contesto di scrutinio sulle pratiche di sorveglianza in Israele, che include anche le indagini sul ruolo delle agenzie di sicurezza e la protezione dei diritti civili.
Contesto (oggettivo)
In Israele, la legge sulla sorveglianza stabilisce che le autorità devono ottenere l’autorizzazione del pubblico ministero e del consulente legale prima di intraprendere intercettazioni telefoniche o di comunicazioni elettroniche. Il caso in esame mostra una deviazione da questa procedura, con implicazioni per la governance e la protezione dei diritti individuali.
Domande Frequenti
- Qual è l’intervallo di tempo coperto dal rapporto? Il rapporto riguarda gli anni 2019, 2020 e 2021.
- Perché le polizie non hanno richiesto l’autorizzazione? Il rapporto indica che le autorità non hanno seguito la procedura prevista dalla legge, ma non fornisce motivazioni specifiche.
- Chi sono le persone sorvegliate? Sono state intercettate vittime di reati, minori, figure pubbliche e professionisti protetti da segreto professionale.
- Quali aziende sono state coinvolte? Haaretz ha riferito che la polizia ha contattato almeno quattro società per l’uso di strumenti di sorveglianza.
- Quali sono le possibili ripercussioni? Le pratiche descritte possono portare a violazioni della privacy, perdita di fiducia nelle istituzioni e potenziali azioni legali.



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