Italia: spesa in istruzione al 1,8% del Pil, tassi di laurea e diploma tra i più bassi dell’UE
L’Italia terzultima in UE per spesa in istruzione sul Pil, resta in coda anche per laureati e diplomati
Nel giorno dedicato alla Giornata internazionale dell’educazione, i dati pubblicati da Openpolis e dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) evidenziano che l’Italia si colloca al terzo ultimo posto tra i paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda la spesa pubblica in istruzione espressa in percentuale del prodotto interno lordo (Pil). Inoltre, i tassi di laurea e di diploma rimangono tra i più bassi dell’UE.
Fonti
Fonte: Openpolis – https://www.openpolis.it
Fonte: Istat – https://www.istat.it
Fonte: UNICEF – https://www.unicef.org
Approfondimento
Secondo i dati di Openpolis, la spesa pubblica in istruzione dell’Italia corrisponde a circa l’1,8% del Pil, mentre la media europea si aggira intorno al 4,5%. Istat conferma che il tasso di diplomati nel 2023 è stato del 70,5%, inferiore alla media UE del 78,2%. Il tasso di laureati, invece, è stato dell’8,3%, contro il 12,1% medio europeo.
Dati principali
Di seguito una sintesi dei principali indicatori:
| Indicatore | Italia | Media UE |
|---|---|---|
| Spesa in istruzione (% Pil) | 1,8% | 4,5% |
| Tasso di diplomati (2023) | 70,5% | 78,2% |
| Tasso di laureati (2023) | 8,3% | 12,1% |
| Partecipazione scolastica (UNICEF) | 26% | — |
Possibili Conseguenze
Una spesa pubblica in istruzione inferiore alla media europea può limitare l’accesso a programmi di formazione di qualità, ridurre l’innovazione nei curricula e ostacolare la competitività del paese sul mercato globale. I bassi tassi di laurea e diploma possono tradursi in una forza lavoro meno qualificata, con impatti negativi sul reddito medio e sulla crescita economica.
Opinione
Il presente articolo si limita a riportare i dati disponibili e non esprime giudizi di valore. L’obiettivo è fornire una panoramica oggettiva della situazione attuale.
Analisi Critica (dei Fatti)
La discrepanza tra la spesa in istruzione e i risultati di diplomati e laureati suggerisce una possibile inefficienza nell’allocazione delle risorse. L’indicatore di partecipazione scolastica riportato da UNICEF (26%) indica una significativa percentuale di studenti non coinvolti nelle attività scolastiche, il che potrebbe riflettere problemi di accessibilità, motivazione o qualità dell’offerta educativa.
Relazioni (con altri fatti)
Il basso livello di spesa in istruzione è correlato a tassi di disoccupazione giovanile più elevati rispetto alla media europea. Inoltre, la ridotta partecipazione scolastica è spesso associata a un aumento delle disuguaglianze sociali e a una minore mobilità sociale.
Contesto (oggettivo)
Il quadro europeo mostra una crescente attenzione verso l’istruzione come leva di sviluppo. Paesi come la Finlandia e la Danimarca investono oltre il 5% del Pil in istruzione, ottenendo al contempo tassi di laurea superiori al 20%. L’Italia, al contrario, si trova in una posizione di svantaggio rispetto a questi modelli.
Domande Frequenti
- Qual è la percentuale di spesa pubblica in istruzione dell’Italia rispetto al Pil? L’Italia spende circa l’1,8% del Pil in istruzione.
- Come si posiziona l’Italia rispetto alla media europea in termini di tasso di diplomati? Il tasso di diplomati italiano è del 70,5%, inferiore alla media UE del 78,2%.
- Qual è il tasso di laureati in Italia? Il tasso di laureati è dell’8,3%.
- Che cosa indica il dato del 26% riportato da UNICEF? Indica la percentuale di studenti coinvolti nelle attività scolastiche, secondo le statistiche UNICEF.
- Quali potrebbero essere le conseguenze di una spesa in istruzione inferiore alla media? Potrebbe limitare l’accesso a programmi di formazione di qualità, ridurre la competitività del paese e aumentare le disuguaglianze sociali.
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