Trump e la Groenlandia: la Casa Bianca considera l’uso delle forze armate

Fonti

Fonte: The Guardian – articolo originale pubblicato il 7 gennaio 2026.

Approfondimento

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso più volte l’intenzione di acquisire il controllo della Groenlandia, un territorio ricco di minerali e con un alto grado di autonomia, ma la cui politica estera e di sicurezza è gestita dal governo di Copenaghen. La Casa Bianca ha affermato che l’uso delle forze armate statunitensi è “sempre un’opzione”, sebbene la maggior parte degli analisti ritenga che un’operazione militare sia improbabile.

Trump e la Groenlandia: la Casa Bianca considera l'uso delle forze armate

Il ministro degli Esteri francese ha dichiarato che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha escluso la possibilità di un’invasione.

Dati principali

Elemento Informazione
Territorio Groenlandia (Denmark)
Autonomia Alto grado di autonomia, ma politica estera e sicurezza gestite da Copenaghen
Interesse USA Acquisire il controllo per motivi strategici e minerali
Opzione militare Affermata dalla Casa Bianca come “sempre un’opzione”
Probabilità operazione militare Considerata bassa dagli analisti
Posizione Francia Marco Rubio ha escluso l’invasione

Possibili Conseguenze

Un tentativo di controllo della Groenlandia da parte degli Stati Uniti potrebbe provocare tensioni diplomatiche con la Danimarca e con l’Unione Europea. Inoltre, un’operazione militare rischierebbe di destabilizzare la regione e di influire sulle relazioni con la Russia e la Cina, che mostrano interesse strategico nella zona.

Opinione

Secondo alcuni analisti, la dichiarazione della Casa Bianca di considerare l’uso delle forze armate “sempre un’opzione” è più una posizione di deterrenza che un reale piano operativo. Il ministro degli Esteri francese ha espresso la convinzione che l’invasione sia stata esclusa dal Segretario di Stato americano.

Analisi Critica (dei Fatti)

La dichiarazione della Casa Bianca è coerente con la politica di deterrenza degli Stati Uniti, ma la mancanza di dettagli operativi e la dichiarazione di Marco Rubio indicano che l’uso delle forze armate non è attualmente in programma. La Groenlandia, pur essendo un territorio autonomo, rimane sotto la sovranità della Danimarca, il che rende qualsiasi tentativo di acquisizione un atto di violazione del diritto internazionale.

Relazioni (con altri fatti)

La questione della Groenlandia si inserisce in un più ampio contesto di rivalità strategiche tra gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, che competono per l’accesso alle risorse minerarie e per la presenza militare nell’Artico. La posizione della Danimarca e dell’Unione Europea è stata chiara nel sostenere la sovranità del territorio.

Contesto (oggettivo)

La Groenlandia è il più grande isola del mondo, con una superficie di circa 2,166 milioni di km². È un territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca, con un governo locale che gestisce la maggior parte delle politiche interne. La sua posizione geografica la rende strategicamente importante per le rotte marittime e per le risorse minerarie, in particolare i depositi di litio e altri metalli rari.

Domande Frequenti

  • Qual è l’interesse principale degli Stati Uniti per la Groenlandia? L’interesse è principalmente strategico e minerario, dato il ricco patrimonio di risorse naturali del territorio.
  • La Casa Bianca ha pianificato un’operazione militare? La Casa Bianca ha dichiarato che l’uso delle forze armate è “sempre un’opzione”, ma gli analisti considerano improbabile un’operazione militare concreta.
  • Qual è la posizione della Danimarca? La Danimarca mantiene la sovranità sulla Groenlandia e gestisce la politica estera e di sicurezza del territorio.
  • La Francia ha espresso un’opinione sul tema? Sì, il ministro degli Esteri francese ha riferito che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha escluso la possibilità di un’invasione.
  • Quali potrebbero essere le conseguenze di un tentativo di controllo? Potrebbero verificarsi tensioni diplomatiche con la Danimarca, l’UE e altri attori strategici, oltre a rischi di destabilizzazione regionale.

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