Trattato UN: le aziende del petrolio e i miliardari potrebbero dover pagare per i danni climatici

Fonti

Fonte: The Guardian – “Fossil fuel firms may have to pay for climate damage under proposed UN tax”

Approfondimento

Il nuovo trattato fiscale globale, previsto nell’ambito della Convenzione quadro sulla cooperazione fiscale internazionale delle Nazioni Unite, prevede che le società attive nel settore dei combustibili fossili possano essere obbligate a contribuire al finanziamento delle misure di mitigazione dei danni climatici. Inoltre, il trattato contempla l’applicazione di una tassa patrimoniale globale sui soggetti ultra‑ricchi.

Trattato UN: le aziende del petrolio e i miliardari potrebbero dover pagare per i danni climatici

Dati principali

Elemento Dettaglio
Settore interessato Industria dei combustibili fossili
Obiettivo fiscale Contribuire al finanziamento delle misure di mitigazione climatica
Altri soggetti interessati Ultra‑ricchi (tassa patrimoniale globale)
Luogo delle negoziazioni Quartier generale delle Nazioni Unite, New York
Partecipanti principali Dozzine di paesi che sostengono regole più severe

Possibili Conseguenze

Se il trattato verrà adottato, le società di combustibili fossili potrebbero dover versare contributi significativi per le attività di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. L’introduzione di una tassa patrimoniale globale potrebbe influenzare la distribuzione della ricchezza a livello internazionale e modificare gli investimenti dei soggetti ultra‑ricchi.

Opinione

Le parti in causa esprimono opinioni contrastanti: alcuni paesi ritengono che l’imposizione di tasse aggiuntive sia necessaria per responsabilizzare i maggiori responsabili del cambiamento climatico, mentre altri temono che tali misure possano ostacolare la competitività delle imprese e la crescita economica.

Analisi Critica (dei Fatti)

La proposta si basa su principi di responsabilità e di equità fiscale, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di coordinare le politiche nazionali e di garantire la trasparenza nell’utilizzo dei fondi raccolti. La mancanza di dati precisi sul contributo richiesto alle società di combustibili fossili rende difficile valutare l’impatto economico concreto.

Relazioni (con altri fatti)

Il trattato si inserisce nel più ampio contesto delle iniziative internazionali per la finanza climatica, come l’Accordo di Parigi e il Green Climate Fund. Inoltre, la proposta di tassa patrimoniale globale richiama le discussioni precedenti sul “tasso di ricchezza” promosso da alcuni economisti e attivisti per la giustizia sociale.

Contesto (oggettivo)

Le Nazioni Unite hanno recentemente intensificato gli sforzi per armonizzare le politiche fiscali a livello globale, con l’obiettivo di ridurre le elusione fiscale e garantire che le imprese e i soggetti più ricchi contribuiscano in modo proporzionale ai costi delle politiche pubbliche. Il trattato fiscale globale rappresenta un passo significativo verso la creazione di un quadro normativo condiviso.

Domande Frequenti

  • Qual è l’obiettivo principale del trattato fiscale globale? L’obiettivo è far contribuire le società di combustibili fossili e gli ultra‑ricchi al finanziamento delle misure di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.
  • Chi partecipa alle negoziazioni? Le negoziazioni coinvolgono dozzine di paesi che sostengono regole più severe, con sede al quartier generale delle Nazioni Unite a New York.
  • Che tipo di tassa è prevista per gli ultra‑ricchi? È prevista una tassa patrimoniale globale, che mira a tassare la ricchezza netta dei soggetti ultra‑ricchi.
  • Quali sono le principali preoccupazioni dei paesi che si oppongono al trattato? Alcuni paesi temono che l’imposizione di tasse aggiuntive possa ridurre la competitività delle imprese e ostacolare la crescita economica.
  • Come verranno utilizzati i fondi raccolti? I fondi sono destinati a finanziare iniziative di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, ma i dettagli specifici sull’utilizzo rimangono da definire.

Commento all'articolo