Tariffe USA su otto alleati europei: la corsa per il controllo del Groenlandia

Fonti

Fonte: The Guardian – “Trump’s demand for Greenland is a throwback to the 1884 Berlin conference”

Approfondimento

Il 17 gennaio 2026 Washington ha annunciato che imporrà tariffe punitive, comprese percentuali che vanno dal 10 % al 25 %, su otto alleati europei. L’obiettivo è quello di ottenere la “completa e totale acquisizione” del Groenlandia. L’azione è stata interpretata come un segnale di cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti, che passa da garante della sicurezza europea a un attore che utilizza il potere economico per ottenere concessioni territoriali.

Tariffe USA su otto alleati europei: la corsa per il controllo del Groenlandia

Dati principali

Data Evento Dettagli
17 gennaio 2026 Annuncio di tariffe Tariffe del 10 %–25 % su otto alleati europei
17 gennaio 2026 Condizione per il Groenlandia Acquisto “completo e totale” richiesto da Washington
1884 Conferenza di Berlino Evento storico di negoziazione territoriale tra potenze imperiali
2026 Ruolo degli Stati Uniti Da garante della sicurezza a “rent-seeker” imperiale

Possibili Conseguenze

Le tariffe potrebbero ridurre i flussi commerciali tra gli Stati Uniti e gli alleati europei, influenzando settori come l’energia, la tecnologia e l’agricoltura. Un possibile impatto geopolitico è l’affaticamento delle relazioni transatlantiche, con potenziali ripercussioni sulla cooperazione in materia di sicurezza e cambiamento climatico. La richiesta di acquisizione del Groenlandia potrebbe anche innescare tensioni diplomatiche con paesi che considerano il territorio come parte integrante del territorio danese.

Opinione

Il testo originale utilizza un tono critico nei confronti della politica degli Stati Uniti, evidenziando una percezione di ritorno a pratiche imperialiste del XIX secolo. L’autore sottolinea la differenza tra la retorica cinese, che si presenta come “revanchismo”, e la posizione di Washington, che appare più aggressiva e orientata al potere.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il documento si basa su fatti verificabili: l’annuncio di tariffe, la data, la richiesta di acquisto del Groenlandia e il riferimento storico alla Conferenza di Berlino. Non vengono presentate affermazioni non supportate da fonti. L’autore, Christopher S. Chivvis, è un esperto con esperienza nella sicurezza europea, il che conferisce credibilità alla sua analisi.

Relazioni (con altri fatti)

La situazione è collegata a più ampie dinamiche internazionali, tra cui la rivalità tra Stati Uniti e Cina, la politica di sicurezza della NATO e le questioni di sovranità territoriale. Il caso del Groenlandia si inserisce in un contesto più ampio di negoziazioni di potere tra grandi potenze.

Contesto (oggettivo)

Il Groenlandia è un territorio strategico per la sua posizione nell’Artico e per le sue risorse naturali. La sua sovranità è attualmente riconosciuta come danese. Le tariffe proposte dagli Stati Uniti rappresentano una misura di pressione economica che potrebbe influenzare la politica estera europea e le relazioni transatlantiche.

Domande Frequenti

1. Qual è l’obiettivo principale delle tariffe imposte dagli Stati Uniti?

Le tariffe mirano a ottenere la “completa e totale acquisizione” del Groenlandia da parte degli Stati Uniti.

2. Quanti alleati europei sono stati colpiti dalle tariffe?

Otto alleati europei.

3. Come si collega la situazione attuale alla Conferenza di Berlino del 1884?

Il testo paragona la richiesta di Washington a una pratica di negoziazione territoriale tipica del XIX secolo, in cui potenze imperiali scambiavano territori e popolazioni.

4. Qual è il ruolo di Christopher S. Chivvis in questo contesto?

È un senior fellow presso il Carnegie Endowment for International Peace e un ex funzionario di intelligence nazionale degli Stati Uniti per l’Europa, che fornisce analisi esperte sulla sicurezza europea.

5. Quali potrebbero essere le ripercussioni sulla cooperazione transatlantica?

Le tariffe potrebbero indebolire le relazioni commerciali e politiche tra gli Stati Uniti e l’Europa, con potenziali effetti sulla sicurezza collettiva e sulla gestione delle questioni climatiche.

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