Pagare per un rene: salvare vite o creare disuguaglianze?
Fonti
L’articolo originale è stato pubblicato su The Guardian. La fonte primaria di dati sul numero di pazienti in attesa di trapianto e sul numero di trapianti eseguiti è il Kidney Research UK.
Approfondimento
La possibilità di remunerare i donatori di organi è stata oggetto di dibattito in diversi paesi. L’idea di introdurre un compenso monetario per i donatori di reni potrebbe aumentare la disponibilità di organi e ridurre i tempi di attesa, ma solleva questioni etiche, psicologiche e politiche.

Dati principali
Nel Regno Unito, circa 7.000 persone sono in attesa di un trapianto di rene. Nel periodo 2024/25 sono stati eseguiti 3.302 trapianti di rene su adulti. Solo il 32% dei pazienti riceve un trapianto entro un anno dall’iscrizione alla lista d’attesa, mentre sei persone muoiono ogni settimana mentre attendono.
| Tipo di donatore | Durata media del rene |
|---|---|
| Deceduto | 10–15 anni |
| Vivo | 20–25 anni |
Possibili Conseguenze
Se i donatori ricevessero un compenso, si potrebbe ridurre il numero di pazienti in attesa e salvare vite. Tuttavia, potrebbero emergere rischi di sfruttamento economico, soprattutto tra le popolazioni più vulnerabili, e un potenziale aumento delle disuguaglianze nell’accesso ai trapianti.
Opinione
Il tema è complesso e non esiste una posizione univoca. Alcuni sostengono che la remunerazione possa essere un incentivo legittimo, mentre altri temono che possa minare la solidarietà e la volontà di donare senza ricompensa.
Analisi Critica (dei Fatti)
I dati mostrano una discrepanza significativa tra il numero di pazienti in attesa e il numero di trapianti eseguiti. La durata media dei reni donati da persone vive è superiore a quella dei reni donati da deceduti, ma la disponibilità di donatori viventi è limitata. La remunerazione potrebbe aumentare la disponibilità di reni viventi, ma la sua efficacia dipende da fattori socio‑economici e culturali.
Relazioni (con altri fatti)
Il problema dei trapianti di rene è collegato a questioni più ampie di accesso alle cure sanitarie, disuguaglianze economiche e politiche di donazione organica. La remunerazione dei donatori è stata discussa anche in contesti come la donazione di sangue e di tessuti, con risultati variabili.
Contesto (oggettivo)
Il sistema sanitario del Regno Unito, gestito dal National Health Service (NHS), si basa su donazioni volontarie e non remunerate. Le politiche attuali non prevedono compensi per i donatori di organi, ma esistono programmi di supporto per i donatori viventi, come copertura dei costi medici e di viaggio.
Domande Frequenti
- Quanto tempo dura un rene donato da un deceduto? In media, un rene donato da un deceduto funziona per 10–15 anni.
- Qual è la percentuale di pazienti che ricevono un trapianto entro un anno? Solo il 32% dei pazienti in attesa di un trapianto di rene riceve un organo entro un anno dall’iscrizione alla lista d’attesa.
- Quante persone muoiono settimanalmente in attesa di un trapianto? Circa sei persone muoiono ogni settimana mentre attendono un trapianto di rene.
- Qual è la durata media di un rene donato da un donatore vivo? Un rene donato da una persona viva dura in media 20–25 anni.
- Quali sono i principali ostacoli alla donazione di reni? Oltre alla disponibilità di donatori, ostacoli includono la paura di complicazioni mediche, la mancanza di informazioni e le barriere socio‑economiche.
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