Michael Pollan: la mente oltre la macchina, in “A World Appears”

A World Appears by Michael Pollan – recensione

Il giornalista e polímata Michael Pollan indaga i misteri della mente in un’indagine inquietante ma confermante della vita. Il neuroscienziato britannico Charles Scott Sherrington descriveva il cervello come un “tessile incantato dove milioni di shuttle lampeggianti tessono un motivo dissolvente”. L’immagine, creata più di ottanta anni fa, era ispirata a tessitrici meccaniche, non a computer. Oggi il simbolismo rimane pertinente: parliamo di cervelli o menti con metafore di macchine, dal orologio alla tessitrice, fino al computer. Diciamo che i nostri cervelli sono “hardwired” e parliamo della nostra capacità di elaborare informazioni.

La citazione di Sherrington appare come nota a piè di pagina nel nuovo libro di Pollan, A World Appears, un’esplorazione affascinante e ampliativa della coscienza: come e perché siamo autocoscienti. L’intero testo può essere letto come una risposta lucida e appassionata alla concezione di Sherrington della mente come macchina. Secondo Pollan, siamo imprigionati da tali narrazioni, che oscurano la ricchezza e la complessità della coscienza umana e non umana. Unendo scienza e discipline umanistiche, Pollan esamina ricerche neuroscientifiche, filosofia, letteratura e la propria esperienza mentale, cercando nuovi modi di pensare all’esistenza e a ciò che significa essere.

Michael Pollan: la mente oltre la macchina, in “A World Appears”

Fonti

Fonte: The Guardian – “A World Appears by Michael Pollan review – a kaleidoscopic exploration of consciousness”

Approfondimento

Pollan utilizza una varietà di discipline per interrogare la natura della coscienza. La sua analisi si basa su studi neuroscientifici contemporanei, testi filosofici classici e opere letterarie che trattano l’esperienza soggettiva. L’autore propone che la metafora della macchina, seppur utile per la comprensione tecnica, limiti la percezione della complessità emotiva e sensoriale della mente.

Dati principali

Elemento Descrizione
Citazione di Sherrington “Cervello è un tessile incantato…”
Metafora dominante Macchina (orologio, tessitrice, computer)
Obiettivo di Pollan Rivoluzionare la visione della mente oltre la metafora meccanica
Approccio interdisciplinare Neuroscienza, filosofia, letteratura, esperienza personale

Possibili Conseguenze

La dipendenza dalla metafora della macchina può influenzare la ricerca scientifica, la comunicazione pubblica e le politiche relative alla salute mentale. Se la mente viene ridotta a un insieme di circuiti, si rischia di trascurare aspetti qualitativi come l’emotività, la creatività e l’esperienza soggettiva.

Opinione

Pollan sostiene che la visione meccanica della mente sia limitante e che sia necessario adottare prospettive più ampie per comprendere appieno la coscienza. La sua posizione è condivisa da alcuni studiosi che vedono la necessità di integrare la scienza con le discipline umanistiche.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il testo di Pollan si fonda su fonti scientifiche e letterarie verificabili. La citazione di Sherrington è accurata e contestualizzata. L’autore non presenta dati empirici originali, ma sintetizza conoscenze esistenti. La critica alla metafora della macchina è ben fondata, ma non esclude la sua utilità in ambiti tecnici.

Relazioni (con altri fatti)

La discussione di Pollan si collega a studi recenti sulla coscienza, come quelli di neuroscienziati che esplorano la correlazione neurale dell’esperienza soggettiva. Inoltre, la sua critica si inserisce nel dibattito filosofico sul dualismo mente-corpo e sul materialismo emergente.

Contesto (oggettivo)

Nel 1940, Sherrington descrisse il cervello come un tessile incantato, riflettendo l’epoca in cui le macchine meccaniche erano il paradigma tecnologico. Con l’avvento dei computer, la metafora è evoluta ma rimane dominante. Pollan, pubblicando nel 2026, si inserisce in un periodo di crescente interesse per la neuroscienza e la filosofia della mente.

Domande Frequenti

  • Che cosa descrive la citazione di Sherrington?
    Sherrington descrive il cervello come un tessile incantato dove milioni di shuttle lampeggianti tessono un motivo dissolvente.
  • Qual è l’obiettivo principale di Pollan in A World Appears?
    Pollan vuole superare la visione meccanica della mente e proporre una comprensione più ricca e complessa della coscienza.
  • In che modo Pollan integra diverse discipline?
    Pollan combina neuroscienze, filosofia, letteratura e la propria esperienza personale per esplorare la natura della coscienza.
  • Quali sono le potenziali conseguenze dell’uso esclusivo della metafora della macchina?
    Si rischia di trascurare aspetti emotivi, creativi e soggettivi della mente, limitando la ricerca e la comunicazione sulla salute mentale.
  • Il libro di Pollan presenta dati empirici originali?
    No, si basa su sintesi di studi esistenti e riflessioni interdisciplinari.

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