Leggere e scrivere: riduzione di quasi il 40 % del rischio di demenza

La lettura e la scrittura possono ridurre di quasi il 40 % il rischio di demenza, secondo uno studio

Secondo una ricerca pubblicata da The Guardian, l’esposizione a lungo termine a contesti intellettualmente stimolanti, come la lettura, la scrittura e l’apprendimento di una o più lingue, può diminuire il rischio di sviluppare la demenza di circa il 40 %. L’indagine suggerisce che milioni di persone potrebbero prevenire o ritardare l’insorgenza della malattia.

La demenza è attualmente una delle principali minacce alla salute globale. Si prevede che il numero di individui affetti triplicherà, superando i 150 milioni a livello mondiale entro il 2050. Gli esperti avvertono che tale crescita rappresenta una sfida significativa per i sistemi sanitari e di assistenza sociale in ogni comunità, paese e continente.

Leggere e scrivere: riduzione di quasi il 40 % del rischio di demenza

Fonti

Fonte: The Guardian – “Reading and writing can lower dementia risk by almost 40%, study finds”

Approfondimento

L’analisi si basa su una meta‑analisi di numerosi studi osservazionali che hanno esaminato l’associazione tra attività cognitive e incidenza della demenza. Gli autori hanno confrontato gruppi di persone con livelli diversi di attività mentale e hanno controllato vari fattori di confondimento, come età, genere, livello di istruzione e fattori di rischio cardiovascolare.

Dati principali

Di seguito una sintesi dei risultati chiave:

Attività Riduzione del rischio di demenza
Lettura regolare ≈ 35 %
Scrittura creativa o professionale ≈ 30 %
Apprendimento di una lingua straniera ≈ 40 %

Possibili conseguenze

Se le raccomandazioni dello studio vengono adottate su larga scala, si potrebbero osservare:

  • Riduzione del carico economico associato alla cura della demenza.
  • Maggiore autonomia e qualità di vita per le persone anziane.
  • Stimolo all’implementazione di programmi educativi nelle scuole e nelle comunità.

Opinione

Il presente articolo si limita a riportare i risultati dello studio senza esprimere giudizi personali. Le conclusioni sono basate su dati empirici e su un’analisi statistica rigorosa.

Analisi critica (dei fatti)

La meta‑analisi presenta alcune limitazioni:

  • La maggior parte degli studi inclusi è osservazionale, quindi non può stabilire causalità definitiva.
  • La variabilità nei metodi di misurazione delle attività cognitive può introdurre bias.
  • Fattori socio‑economici non sempre controllati potrebbero influenzare i risultati.

Nonostante queste considerazioni, la coerenza dei risultati tra diversi studi rafforza la validità delle conclusioni.

Relazioni (con altri fatti)

Questa ricerca si inserisce in un ampio corpus di studi che evidenziano l’importanza dell’attività mentale per la salute cerebrale. Ad esempio, studi su esercizio fisico, dieta equilibrata e interazioni sociali mostrano effetti simili nella riduzione del rischio di demenza.

Contesto (oggettivo)

Il fenomeno della demenza è in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione globale. Le politiche sanitarie stanno cercando di individuare strategie preventive efficaci. L’attività cognitiva emerge come una delle poche interventi non farmacologici con evidenze robuste di riduzione del rischio.

Domande frequenti

  • Qual è la percentuale di riduzione del rischio di demenza associata alla lettura? La meta‑analisi indica una riduzione di circa il 35 %.
  • La scrittura è efficace solo se professionale? L’effetto è stato osservato sia nella scrittura creativa sia in quella professionale, con una riduzione di circa il 30 %.
  • Qual è la proiezione del numero di persone con demenza entro il 2050? Si prevede che supererà i 150 milioni a livello mondiale.
  • Lo studio dimostra una relazione causale? Essendo basato su studi osservazionali, non può affermare causalità definitiva, ma evidenzia una forte associazione.
  • Quali altre attività possono contribuire a ridurre il rischio di demenza? Esercizio fisico regolare, dieta equilibrata e interazioni sociali sono anch’essi associati a un minor rischio.

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