Kate Pickett: la disuguaglianza è la radice dei problemi sociali e il PIL non misura il benessere

Fonti

Articolo originale: The Guardian – “The Good Society by Kate Pickett review – the Spirit Level author takes stock”

Approfondimento

Kate Pickett, economista britannica, ha pubblicato nel 2009 The Spirit Level (con Richard Wilkinson), in cui sostiene che l’ineguaglianza è la causa principale di numerosi problemi sociali. Il libro ha suscitato dibattito per la sua enfasi su un’unica causa e per la selezione di dati a sostegno della tesi. Nel 2026, Pickett ha rilasciato un nuovo volume, The Good Society, che riprende l’idea centrale ma la applica a un contesto più ampio, criticando l’uso del PIL come indicatore di benessere.

Kate Pickett: la disuguaglianza è la radice dei problemi sociali e il PIL non misura il benessere

Dati principali

Nel primo capitolo del nuovo libro, Pickett afferma che il livello di disuguaglianza di un paese permette di prevedere con buona precisione:

Indicatore Relazione con disuguaglianza
Mortale infantile Maggiore disuguaglianza → tasso più alto
Prevalenza di malattie mentali Maggiore disuguaglianza → più frequente
Tasso di omicidio Maggiore disuguaglianza → più alto
Popolazione carceraria Maggiore disuguaglianza → più numerosa

Pickett elenca inoltre i seguenti trend negativi nel Regno Unito dal 2010:

  • Aumento della povertà infantile
  • Stagnazione dell’aspettativa di vita
  • Aumento della mortalità infantile
  • Incremento del numero di detenuti

Possibili Conseguenze

Se le conclusioni di Pickett fossero adottate come base per le politiche pubbliche, si potrebbero prevedere:

  • Maggiore investimento in programmi di riduzione della disuguaglianza (es. tassazione progressiva, welfare mirato)
  • Rivalutazione degli indicatori di benessere nazionale, con un focus su salute, istruzione e sicurezza sociale
  • Potenziale riduzione dei tassi di mortalità infantile e di criminalità violenta, se le misure risultassero efficaci

Opinione

Il recensore ritiene che Pickett mantenga la sua posizione sull’importanza della riduzione della disuguaglianza, ma evidenzia che la sua analisi non tiene conto di fattori complessi che influenzano i risultati sociali. La critica principale è che l’autrice si affida a correlazioni senza dimostrare causalità diretta.

Analisi Critica (dei Fatti)

La correlazione tra disuguaglianza e vari indicatori sociali è ben documentata in letteratura, ma la causalità è più difficile da stabilire. Pickett utilizza dati comparativi ma non fornisce un modello econometrico robusto che controlli per variabili confondenti (es. investimenti in sanità, educazione, infrastrutture). Inoltre, la sua affermazione che il PIL sia un cattivo indicatore di benessere è condivisa da molti economisti, ma la sostituzione di un unico indicatore con un insieme di metriche è un processo complesso che richiede consenso internazionale.

Relazioni (con altri fatti)

Le tesi di Pickett si collegano a studi di Wilkinson e Pickett (2009) e a ricerche più recenti che mostrano l’impatto della disuguaglianza sulla salute mentale e sulla criminalità. Inoltre, la sua critica al PIL è in linea con le proposte di economisti come Joseph Stiglitz e Amartya Sen, che suggeriscono indicatori alternativi di sviluppo.

Contesto (oggettivo)

Il Regno Unito ha attraversato un periodo di austerità dal 2010, con riduzioni dei servizi pubblici e aumento della povertà. Nel frattempo, le disuguaglianze economiche sono cresciute, come indicato da indici come il coefficiente di Gini. Questi fattori forniscono un contesto in cui le tesi di Pickett trovano una base empirica, ma anche un terreno di critica.

Domande Frequenti

  • Che cosa sostiene Pickett nel nuovo libro? Pickett afferma che la disuguaglianza è la causa principale di vari problemi sociali e che il PIL non è un indicatore adeguato di benessere.
  • Quali sono i principali indicatori correlati alla disuguaglianza secondo Pickett? Mortale infantile, prevalenza di malattie mentali, tasso di omicidio e popolazione carceraria.
  • Quali sono le critiche principali al suo approccio? La mancanza di dimostrazione di causalità diretta e l’uso di correlazioni senza controlli adeguati.
  • Come si collega la sua analisi al contesto britannico? Pickett cita l’aumento della povertà infantile, la stagnazione dell’aspettativa di vita e l’incremento della popolazione carceraria dal 2010.
  • Quali alternative al PIL propone? Pickett suggerisce di utilizzare metriche più ampie che includano salute, istruzione e sicurezza sociale, in linea con proposte di economisti come Stiglitz e Sen.

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