John Yorke presenta “Trip to the Moon”: la guida definitiva alla struttura a cinque atti
Fonti
Approfondimento
Il libro “Trip to the Moon” di John Yorke, pubblicato nel 2026, si presenta come un manuale di narrazione destinato a scrittori di sceneggiature, drammaturghi e autori di narrativa di genere. L’autore riprende la struttura a cinque atti, già approfondita nel suo best-seller del 2014 “Into the Woods”, e la applica a esempi contemporanei di cinema e televisione.

Dati principali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Autore | John Yorke |
| Libro analizzato | Trip to the Moon (2026) |
| Libro precedente | Into the Woods (2014) |
| Struttura narratologica principale | Struttura a cinque atti (esposizione, azione crescente, climax, azione decrescente, risoluzione) |
| Esempi citati | TV: “I May Destroy You”; Film: “Star Wars”, “Terminator 2” |
| Obiettivo del manuale | Illustrare come la struttura a cinque atti favorisca un percorso emotivamente coinvolgente, con una rivelazione trasformativa al punto medio della storia |
Possibili Conseguenze
Per i professionisti del settore, l’adozione della struttura a cinque atti può portare a sceneggiature più coerenti e a una maggiore soddisfazione del pubblico. Tuttavia, l’uso eccessivo di schemi predefiniti rischia di ridurre l’originalità e di rendere le trame prevedibili.
Opinione
Il testo di Yorke offre una panoramica chiara delle regole della narrazione commerciale, ma alcuni lettori possono percepire una certa ripetitività nei suoi esempi e una tendenza a esagerare l’importanza della struttura a cinque atti.
Analisi Critica (dei Fatti)
John Yorke ha dimostrato, con dati concreti, la diffusione della struttura a cinque atti in opere di successo. La sua analisi si basa su un campione di film e serie televisive, confermando la validità del modello. Tuttavia, la critica principale riguarda la presentazione, che a volte può risultare prolissa e ricca di esagerazioni.
Relazioni (con altri fatti)
La struttura a cinque atti è stata discussa anche in altri testi di narrativa, come “Story” di Robert McKee e “The Anatomy of Story” di John Truby. Questi lavori condividono l’idea che una trama ben strutturata sia fondamentale per il successo commerciale.
Contesto (oggettivo)
Il settore della scrittura creativa è caratterizzato da una vasta offerta di manuali e guide. Mentre la narrativa letteraria tende a privilegiare la forma, la narrativa di genere e la sceneggiatura si affidano maggiormente a schemi narrativi consolidati. In questo contesto, la struttura a cinque atti rappresenta uno strumento di riferimento per molti professionisti.
Domande Frequenti
- Che cosa è la struttura a cinque atti? È un modello narrativo che suddivide la storia in esposizione, azione crescente, climax, azione decrescente e risoluzione.
- Quali sono gli esempi citati da John Yorke? Nel suo libro, Yorke cita la serie televisiva “I May Destroy You” e i film “Star Wars” e “Terminator 2”.
- Perché la struttura a cinque atti è utile per la sceneggiatura? Aiuta a creare un percorso emotivamente coinvolgente, con una rivelazione trasformativa al punto medio della narrazione.
- Qual è la critica principale al libro di Yorke? Alcuni lettori trovano che la presentazione sia prolissa e che l’autore utilizzi esagerazioni.
- Il manuale è utile anche per la narrativa letteraria? La struttura a cinque atti è più rilevante per la narrativa di genere e la sceneggiatura; per la narrativa letteraria, la trama è spesso secondaria rispetto alla forma.
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