Iran: migliaia di manifestanti sfidano Khamenei nonostante il blocco totale di Internet
Fonti
Fonte: The Guardian
Approfondimento
Nel corso della seconda settimana di proteste in Iran, i manifestanti hanno continuato a radunarsi nelle strade di Teheran, nonostante l’intensificarsi della repressione da parte delle autorità. Il governo ha imposto un blocco completo di Internet il giovedì, limitando la comunicazione con il resto del mondo. Nonostante ciò, video provenienti dal paese hanno mostrato migliaia di persone che cantano slogan contro il leader supremo e in favore del passato regime monarchico.

Dati principali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Data delle proteste | Settimana 2 (dal 1 al 7 gennaio 2026) |
| Luogo principale | Teheran, Iran |
| Numero stimato di partecipanti | Centinaia di migliaia (video indicano migliaia) |
| Chant principali | “Death to Khamenei” e “Long live the shah” |
| Blocco Internet | Imposto il giovedì 6 gennaio 2026 |
| Reazione delle forze di sicurezza | Rischio di “massacre” sotto copertura del blocco Internet |
Possibili Conseguenze
La repressione intensificata e il blocco di Internet potrebbero portare a un aumento della violenza sul territorio, a una maggiore diffusione di informazioni clandestine e a un potenziale coinvolgimento di attori internazionali nella discussione sul rispetto dei diritti umani in Iran.
Opinione
Il testo originale non contiene opinioni esplicite; si limita a riportare fatti e dichiarazioni dei manifestanti.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il blocco di Internet è stato eseguito con un livello di sofisticazione che ha limitato la comunicazione interna ed esterna. I video che sono riusciti a emergere mostrano una partecipazione significativa, suggerendo che la repressione non ha ancora fermato la mobilitazione. L’uso di slogan contro il leader supremo indica una forte sfiducia nelle istituzioni di potere.
Relazioni (con altri fatti)
Le proteste di gennaio seguono una serie di dimostrazioni in diverse città iraniane che hanno avuto luogo negli ultimi mesi, con richieste di riforme politiche e diritti civili. Il blocco di Internet è stato adottato in precedenza durante altri eventi di protesta, dimostrando una strategia coerente da parte delle autorità per limitare la diffusione di informazioni.
Contesto (oggettivo)
Iran è una repubblica islamica guidata dal leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Il paese ha una storia di proteste contro il regime, spesso accompagnate da repressione violenta. Il blocco di Internet è uno strumento utilizzato dal governo per controllare la comunicazione durante periodi di tensione politica.
Domande Frequenti
1. Qual è stato l’effetto del blocco di Internet sulle proteste?
Il blocco ha limitato la comunicazione con l’esterno, ma non ha impedito la diffusione di video e testimonianze provenienti dal paese, che hanno mostrato la presenza di migliaia di manifestanti.
2. Che slogan hanno cantato i manifestanti?
Hanno cantato “Death to Khamenei” e “Long live the shah”, esprimendo opposizione al leader supremo e nostalgia per il passato regime monarchico.
3. Qual è la posizione delle autorità riguardo alle proteste?
Le autorità hanno intensificato la repressione, con la possibilità di azioni violente, come indicato dal rischio di “massacre” sotto copertura del blocco Internet.
4. Quando è stato imposto il blocco di Internet?
Il blocco è stato imposto il giovedì 6 gennaio 2026.
5. Dove si sono svolte le proteste?
Le proteste si sono svolte principalmente nelle strade di Teheran, la capitale dell’Iran.
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