Iran: le vecchie tattiche di repressione si scontrano con le nuove proteste
La visione del Guardian sulle proteste in Iran: vecchie tattiche di repressione fronteggiano nuove pressioni | Editoriale
Fonti
Guardian, The Guardian – The Guardian view on Iran’s protests: old tactics of repression face new pressures
Approfondimento
Il regime iraniano è stato accusato di non riuscire a garantire la sicurezza fisica del paese né i livelli di vita di base. Nel contempo, le minacce di intervento di Donald Trump non sono state ritenute utili per i civili. Per limitare la diffusione delle proteste e impedire agli osservatori di documentare la repressione, il governo ha imposto un blackout completo della rete internet in tutto il territorio nazionale.

Le proteste, scatenate da un rapido aumento dell’inflazione e dal calo della valuta, sono iniziate a fine dicembre e si sono poi diffuse in tutto il paese. Video diffusi mostrano migliaia di manifestanti che marciavano a Teheran la notte di giovedì, mentre altri incendiavano veicoli e edifici di proprietà statale.
Dati principali
| Evento | Data | Dettagli |
|---|---|---|
| Inizio proteste | Fine dicembre 2025 | Scatenate da inflazione e svalutazione della valuta |
| Blackout internet | 8 gennaio 2026 | Interruzione totale della rete per impedire la diffusione delle proteste |
| Manifestazioni a Teheran | Giovedì 9 gennaio 2026 | Migliaia di partecipanti, incendi di veicoli e edifici statali |
Possibili Conseguenze
Il blocco della rete internet potrebbe limitare la comunicazione interna e la capacità di organizzazione dei manifestanti, ma potrebbe anche aumentare la tensione e la percezione di repressione. La diffusione di video e testimonianze potrebbe continuare a raggiungere il pubblico internazionale tramite reti sociali alternative o reti di informatori.
Opinione
L’opinione dell’editoriale è che il regime non riesca a garantire la sicurezza e i livelli di vita di base, e che le minacce di intervento esterno non siano di beneficio per i civili. L’editoriale sottolinea inoltre che il blackout internet è una misura di controllo, non di protezione.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il regime ha adottato una strategia di repressione consolidata, ma la crescente pressione interna e la diffusione delle proteste indicano una possibile vulnerabilità. Il blackout internet, sebbene efficace nel breve termine, non impedisce la diffusione di informazioni tramite mezzi alternativi e può aumentare la percezione di oppressione.
Relazioni (con altri fatti)
Il fenomeno del blackout internet è stato osservato in altri contesti di protesta, come in Myanmar e in alcune regioni dell’Africa subsahariana, dove i governi hanno cercato di limitare la comunicazione per controllare la mobilitazione. Le proteste in Iran si inseriscono in una serie di movimenti di protesta che hanno avuto luogo in Medio Oriente negli ultimi anni.
Contesto (oggettivo)
Iran è uno stato a regime autoritario con un sistema politico in cui il leader supremo detiene il potere finale. L’economia del paese è stata colpita da sanzioni internazionali, inflazione elevata e svalutazione della valuta, fattori che hanno contribuito alla crescente insoddisfazione della popolazione. Le proteste di fine dicembre 2025 hanno avuto origine in risposta a queste condizioni economiche e si sono diffuse rapidamente grazie alla mobilitazione di gruppi di cittadini.
Domande Frequenti
- Qual è la causa principale delle proteste in Iran? Le proteste sono state scatenate da un rapido aumento dell’inflazione e dal calo della valuta, che hanno aggravato le condizioni di vita della popolazione.
- Perché il governo ha imposto un blackout internet? Il regime ha cercato di impedire la diffusione delle proteste e di limitare la possibilità per gli osservatori di documentare la repressione.
- Quali sono le conseguenze previste del blackout? Il blackout può limitare la comunicazione interna e la capacità di organizzazione dei manifestanti, ma può anche aumentare la tensione e la percezione di repressione.
- Come possono i cittadini inviare le loro opinioni al Guardian? È possibile inviare una lettera di massimo 300 parole via email all’indirizzo guardian.letters@theguardian.com.
- Dove posso leggere l’articolo completo? L’articolo completo è disponibile su The Guardian.
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