Giovani britannici in fuga: migrazione verso l’estero per lavoro e migliori condizioni di vita

Fonti

Articolo originale pubblicato su The Guardian (data di pubblicazione: 14 febbraio 2026).
Link diretto all’articolo: https://www.theguardian.com/uk-news/2026/feb/14/young-britons-why-they-left-uk-to-work-abroad-employment-job-market.

Approfondimento

Il mercato del lavoro nel Regno Unito ha subito un rallentamento negli ultimi anni, con tassi di occupazione in calo e salari stagnanti. In questo contesto, molti giovani lavoratori qualificati hanno scelto di trasferirsi all’estero per cercare opportunità migliori e condizioni di vita più favorevoli. Le destinazioni più frequenti includono città come Vancouver, in Canada, e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove la domanda di professionisti è in crescita.

Giovani britannici in fuga: migrazione verso l’estero per lavoro e migliori condizioni di vita

Dati principali

Secondo l’Office for National Statistics (ONS), nel periodo fino a marzo 2025 il numero netto di emigrati britannici di età compresa tra 16 e 34 anni è stato di 111.000. Questo dato è stato ottenuto con una metodologia aggiornata, che gli statistici avvertono di non confrontare direttamente con le serie storiche precedenti.

Possibili Conseguenze

La migrazione di giovani professionisti può avere diversi effetti sul Regno Unito:

  • Riduzione della forza lavoro disponibile in settori chiave, con potenziali impatti sulla produttività.
  • Pressione sui mercati immobiliari, poiché la domanda di alloggi per i giovani residenti diminuisce.
  • Possibile aumento della competitività internazionale delle economie di destinazione, grazie all’arrivo di talenti qualificati.

Opinione

Il fenomeno è oggetto di discussione tra economisti, politici e cittadini. Alcuni vedono la migrazione come una risposta razionale a condizioni economiche sfavorevoli, mentre altri la interpretano come un segnale di problemi strutturali nel mercato del lavoro britannico. L’articolo originale presenta testimonianze personali senza esprimere giudizi propri.

Analisi Critica (dei Fatti)

La fonte dei dati è l’Office for National Statistics, un ente riconosciuto per la sua affidabilità. Tuttavia, la recente modifica metodologica suggerisce cautela nell’interpretare i trend a lungo termine. Inoltre, il numero di 111.000 emigrati riguarda solo la fascia di età 16‑34 anni, quindi non riflette la migrazione complessiva del paese.

Relazioni (con altri fatti)

Il fenomeno della migrazione giovanile è correlato a:

  • Alti livelli di affitto nelle principali città del Regno Unito.
  • Incremento dei tassi di disoccupazione giovanile.
  • Trend di migrazione verso paesi con economie in crescita e mercati del lavoro più dinamici.

Contesto (oggettivo)

Il Regno Unito ha registrato un aumento dei costi abitativi, con affitti che superano spesso il 30% del reddito medio. Parallelamente, la crescita economica è stata moderata, con un prodotto interno lordo (PIL) che ha mostrato solo una leggera crescita nel 2024. Questi fattori hanno contribuito a spingere i giovani a cercare opportunità all’estero.

Domande Frequenti

  • Qual è il numero di giovani emigrati dal Regno Unito? Nel periodo fino a marzo 2025, 111.000 persone di età compresa tra 16 e 34 anni hanno lasciato il Regno Unito.
  • Quali sono le destinazioni più popolari per i giovani britannici? Città come Vancouver (Canada) e Dubai (Emirati Arabi Uniti) sono tra le mete più frequentate.
  • <strongPerché i giovani scelgono di trasferirsi all’estero? Le ragioni principali includono la ricerca di opportunità di lavoro migliori e condizioni di vita più favorevoli, in particolare in mercati con domanda di professionisti qualificati.
  • Quali sono le implicazioni per l’economia britannica? La migrazione può ridurre la forza lavoro disponibile in settori chiave e influenzare i mercati immobiliari, ma può anche spingere l’innovazione e la competitività in altri paesi.
  • Come è stato raccolto il dato di 111.000 emigrati? L’Office for National Statistics ha utilizzato una metodologia aggiornata per il conteggio, con l’avvertimento di non confrontare direttamente con le serie storiche precedenti.

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