Deepa Anappara rivela il Tibet del XIX secolo in The Last of Earth

Fonti

Articolo originale: The Guardian – “The Last of Earth by Deepa Anappara review – into Tibet’s ‘Forbidden Kingdom’”

Approfondimento

Il romanzo “The Last of Earth” di Deepa Anappara è la continuazione del suo primo libro, “Djinn Patrol on the Purple Line”. Mentre il primo opera si svolge in un villaggio indiano e mescola elementi di commedia e satira sociale, il nuovo lavoro si sposta in Tibet del XIX secolo, una regione allora chiusa ai poteri imperiali europei. Anappara utilizza la narrazione per interrogare la storia dell’esplorazione coloniale, la cartografia e la fugacità dell’esistenza umana.

Deepa Anappara rivela il Tibet del XIX secolo in The Last of Earth

Dati principali

Elemento Informazione
Autore Deepa Anappara
Titolo originale The Last of Earth
Edizione Oneworld, £14.99
Pubblicazione 2026 (data indicativa)
Personaggi principali Balram (insegnante indiano, esploratore-spia), Katherine (mezzo indiana, aspirante a prima donna europea a Lhasa)
Ambientazione Tibet, metà XIX secolo
Temi Esplorazione coloniale, cartografia, impermanenza, identità culturale

Possibili Conseguenze

Il romanzo può influenzare la percezione del lettore sulla storia coloniale, evidenziando come le missioni di esplorazione britanniche spesso dipendessero da collaborazioni con individui indiani. Inoltre, la rappresentazione di una donna europea che sfida le norme di un’epoca può ispirare discussioni sul ruolo delle donne nella storia delle scienze e dell’esplorazione.

Opinione

La recensione sottolinea la qualità della ricerca e della trama, evidenziando la capacità di Anappara di intrecciare due prospettive narrative. Il tono è descrittivo e informativo, senza esagerazioni.

Analisi Critica (dei Fatti)

La recensione si basa su fatti verificabili: la data di pubblicazione, i dettagli dei personaggi, la trama e le fonti storiche citate. Non vengono presentate affermazioni non supportate. Il testo evita linguaggio sensazionalista e si limita a riportare le informazioni disponibili.

Relazioni (con altri fatti)

Il romanzo si collega al primo libro di Anappara, “Djinn Patrol on the Purple Line”, e si inserisce nel più ampio corpus di narrativa che esplora le dinamiche coloniali in Asia. La figura di Balram richiama le storie di collaboratori indiani nelle missioni britanniche, mentre Katherine si inserisce nella tradizione delle donne pionieri nelle scienze geografiche.

Contesto (oggettivo)

Nel XIX secolo, l’Europa era in piena espansione coloniale. Il Tibet, noto come “Regno proibito”, era considerato un territorio chiuso e misterioso. Le missioni di esplorazione britanniche spesso utilizzavano indiani per attraversare il territorio, sia per motivi pratici sia per evitare ostacoli diplomatici. La cartografia di quel periodo era in fase di sviluppo, con molte regioni ancora non mappate.

Domande Frequenti

1. Qual è il tema principale del romanzo? Il libro esplora la storia dell’esplorazione coloniale, la cartografia e la fugacità dell’esistenza umana, ambientato nel Tibet del XIX secolo.

2. Chi sono i protagonisti principali? Balram, insegnante indiano e esploratore-spia, e Katherine, donna europea di origine indiana, che cerca di raggiungere Lhasa.

3. Dove è stato pubblicato il libro? È stato pubblicato da Oneworld, con prezzo indicato di £14.99.

4. Come si collega questo romanzo al precedente di Anappara? Mentre il primo libro si svolge in un villaggio indiano, il nuovo opera si sposta in Tibet, mantenendo però lo stile narrativo e la riflessione sulla cultura e la storia.

5. Dove è possibile acquistare il libro? È disponibile presso il negozio online del Guardian: guardianbookshop.com.

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