Cuba in crisi: carburante, turismo e denaro spariti, e la strategia americana in campo

No fuel, no tourists, no cash – questa è stata la settimana in cui la crisi cubana è diventata reale

Fonti

Fonte: The Guardian – “Cuba crisis: oil shortage, Venezuela, Donald Trump, Havana”

Approfondimento

Nel quartiere diplomatico di Havana, Siboney, gli ambasciatori di paesi tradizionalmente allineati agli Stati Uniti hanno espresso crescente frustrazione per l’iniziativa di Washington di deporre il governo cubano. Parallelamente, stanno elaborando piani per ridurre le loro missioni diplomatiche.

Cuba in crisi: carburante, turismo e denaro spariti, e la strategia americana in campo

Il governo comunista di 67 anni si trova in una situazione di crisi, già colpita da un calo economico di quattro anni, da iperinflazione e dalla migrazione di quasi il 20 % della popolazione. Dopo l’operazione militare di successo di Washington contro l’alliedo venezuelano all’inizio di gennaio, l’amministrazione americana sta attivamente cercando un cambiamento di regime a Cuba.

Dati principali

Fattore Descrizione
Caldo economico Recessione di quattro anni
Iperinflazione Alto livello di inflazione che indebolisce la moneta
Migrazione Circa il 20 % della popolazione ha lasciato il paese
Operazione militare USA Successo contro l’alliedo venezuelano a gennaio 2026
Strategia USA Possibile “starve‑and‑step‑in” per spingere la popolazione a protestare

Possibili Conseguenze

Se la strategia di Washington dovesse avere successo, potrebbero verificarsi:

  • Un aumento delle proteste popolari a Cuba.
  • Il ritiro di missioni diplomatiche da parte di paesi alleati degli Stati Uniti.
  • Un potenziale cambiamento di regime, con implicazioni politiche ed economiche a lungo termine.

Opinione

Le dichiarazioni degli ambasciatori riflettono una crescente insoddisfazione per la politica estera degli Stati Uniti verso Cuba. Non si tratta di una posizione univoca, ma di un resoconto delle reazioni osservate sul campo.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il racconto si basa su fonti diplomatiche e su dati economici verificabili. La descrizione della crisi cubana è coerente con le statistiche ufficiali sul calo economico e sulla migrazione. L’operazione militare contro la Venezuela è documentata da fonti internazionali. Tuttavia, la tesi che gli Stati Uniti stiano pianificando di “starve‑and‑step‑in” rimane una interpretazione delle azioni osservate, non una conferma ufficiale.

Relazioni (con altri fatti)

La situazione cubana è strettamente collegata alla politica estera degli Stati Uniti nei confronti della Venezuela, dove l’operazione militare ha avuto successo. Entrambe le azioni fanno parte di una strategia più ampia di pressione politica sul blocco latino‑americano.

Contesto (oggettivo)

Cuba ha affrontato una crisi economica prolungata, con inflazione elevata e una significativa emigrazione. Il governo comunista, in carica da 67 anni, si trova in una posizione di debolezza rispetto a paesi vicini che hanno subito interventi militari da parte degli Stati Uniti. La politica estera americana mira a destabilizzare regimi considerati ostili, con l’obiettivo di promuovere cambiamenti di regime.

Domande Frequenti

  • Qual è la causa principale della crisi economica a Cuba? Un calo economico di quattro anni, l’iperinflazione e la migrazione di quasi il 20 % della popolazione.
  • Qual è la strategia degli Stati Uniti verso Cuba? Una possibile tattica di “starve‑and‑step‑in” che mira a spingere la popolazione a protestare, facilitando un cambiamento di regime.
  • Qual è il legame tra l’operazione militare contro la Venezuela e la situazione cubana? L’operazione è parte di una strategia più ampia di pressione politica su regimi considerati ostili, inclusa Cuba.
  • Che cosa stanno facendo gli ambasciatori di paesi alleati degli Stati Uniti a Cuba? Esprimono frustrazione per la politica di Washington e stanno pianificando di ridurre le loro missioni diplomatiche.
  • Quali potrebbero essere le conseguenze di una possibile “starve‑and‑step‑in”? Aumento delle proteste, ritiro di missioni diplomatiche e potenziale cambiamento di regime.

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