Cigni del Tamigi in pericolo: la corsa a contenere l’influenza aviaria
Race to contain suspected bird flu outbreak among Thames Valley swans
Volunteer workers say increasing case numbers and dozens of dead birds raise fears spread is wider than recorded
Members of the public and charity volunteers are working to contain a suspected outbreak of bird flu among swans in the Thames Valley, amid signs that confirmed cases are continuing to rise.

Since October, 324 cases of bird flu in swans have been recorded by the Animal and Plant Health Agency (Apha), which is sponsored by the Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra). Of these, 39 were recorded in the first four weeks of 2026 alone.
Fonti
Fonte: The Guardian
Approfondimento
Il caso riguarda un sospetto di influenza aviaria tra i cigni che abitano la Valle del Tamigi. Le autorità locali, in collaborazione con volontari e associazioni di tutela della fauna, hanno avviato operazioni di monitoraggio e di isolamento degli animali infetti. L’obiettivo è prevenire la diffusione del virus verso altre specie di uccelli e, in misura minore, verso l’uomo.
Dati principali
| Periodo | Numero di casi |
|---|---|
| Dal 1° ottobre 2025 al 31 gennaio 2026 | 285 |
| Prime quattro settimane di 2026 (1–28 febbraio) | 39 |
| Totale registrato fino ad oggi | 324 |
Possibili Conseguenze
Un aumento dei casi può comportare:
- Perdita di popolazioni di cigni, con impatti ecologici sullo stadio di habitat.
- Rischio di trasmissione a uccelli domestici o a specie selvatiche vicine.
- Possibile, sebbene raro, trasmissione a persone che entrano in contatto con uccelli infetti o con le loro feci.
Opinione
Le autorità e i volontari esprimono preoccupazione per la rapidità con cui il numero di casi è aumentato, ma sottolineano l’importanza di mantenere la calma e di seguire le linee guida di prevenzione.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il dato di 324 casi è stato confermato dall’Animal and Plant Health Agency, un organismo indipendente. La concentrazione di 39 casi in un breve lasso di tempo indica un potenziale incremento della trasmissione, ma non è ancora chiaro se si tratti di un nuovo ceppo o di un’estensione di un ceppo già presente. La mancanza di dati su eventuali morti umani o su altre specie infette limita la valutazione del rischio per la salute pubblica.
Relazioni (con altri fatti)
Questo episodio si inserisce in una serie di segnalazioni di influenza aviaria in Europa, tra cui recenti focolai in uccelli da cortile in Francia e in cigni in Germania. Le autorità europee hanno già adottato misure di sorveglianza più stringenti in risposta a questi eventi.
Contesto (oggettivo)
L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce principalmente gli uccelli. I ceppi H5N1 e H7N9 sono i più noti per la loro capacità di infettare specie diverse. In passato, focolai in uccelli selvatici hanno portato a restrizioni di movimento e a campagne di vaccinazione in alcune regioni.
Domande Frequenti
1. Qual è la fonte principale dei dati sul numero di casi?
La fonte è l’Animal and Plant Health Agency (Apha), un organismo sponsorizzato dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Defra).
2. Qual è la percentuale di casi registrati nelle prime quattro settimane di 2026 rispetto al totale?
39 casi su 324 totali rappresentano circa il 12% del totale registrato fino ad oggi.
3. Cosa possono fare i cittadini per contribuire alla gestione del focolare?
I cittadini possono segnalare uccelli sospettati di malattia alle autorità locali, evitare il contatto diretto con uccelli infetti e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie.
4. Esiste un rischio diretto per la salute umana?
Al momento non sono stati segnalati casi di infezione umana. Tuttavia, la presenza di influenza aviaria in uccelli selvatici può rappresentare un potenziale rischio di trasmissione.
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