Bilancio 2026: la Francia conserva l’IVA sulle imprese e la sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende, escludendo le ETI

Bilancio 2026: la Francia conserva l'IVA sulle imprese e la sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende, escludendo le ETI

Fonti

Fonte: Le Monde

Approfondimento

Il governo francese ha comunicato, durante la presentazione del bilancio 2026, di non procedere alla riduzione della quota di imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata alle imprese. Inoltre, ha deciso di mantenere, come già avvenuto nel 2025, la scala di sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende, escludendo però le medie imprese di dimensioni intermedie (ETI). Questa scelta dovrebbe generare un ricavo di circa 8 miliardi di euro.

Bilancio 2026: la Francia conserva l'IVA sulle imprese e la sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende, escludendo le ETI

Dati principali

Elemento Descrizione Importo previsto
Quota IVA sulle imprese Rinuncia alla riduzione
Sovrattassazione sui profitti Conservazione della scala 2025
Esclusione ETI Le medie imprese non sono soggette alla sovrattassazione
Ricavo totale previsto Somma derivante dalla sovrattassazione ≈ 8 miliardi di euro

Possibili Conseguenze

Il mantenimento della sovrattassazione potrebbe aumentare la pressione fiscale sulle grandi imprese, con potenziali effetti sulla loro capacità di investimento e sulla competitività internazionale. L’esclusione delle ETI potrebbe alleviare la pressione su un segmento di imprese considerato cruciale per l’occupazione e l’innovazione. L’insieme di queste decisioni potrebbe influenzare la distribuzione delle risorse fiscali e la percezione di equità del sistema tributario.

Opinione

Il testo riportato si limita a presentare le decisioni del governo senza esprimere giudizi di valore. Le informazioni fornite sono presentate in modo neutro, senza orientamenti ideologici.

Analisi Critica (dei Fatti)

La decisione di non ridurre la quota IVA sulle imprese è coerente con la volontà di mantenere la stabilità delle entrate fiscali. La scelta di mantenere la sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende, escludendo le ETI, riflette un tentativo di bilanciare la necessità di ricavi con la tutela di imprese di dimensioni intermedie. Il dato di 8 miliardi di euro è una stima basata su modelli di previsione economica, ma non è garantito che l’importo finale coinciderà esattamente con la previsione.

Relazioni (con altri fatti)

Questa decisione si inserisce nel più ampio contesto delle politiche fiscali previste per il bilancio 2026, che includono anche misure di sostegno alle famiglie e investimenti in infrastrutture. La scelta di mantenere la sovrattassazione è in linea con la strategia di bilancio di rafforzare le entrate fiscali senza introdurre nuove imposte.

Contesto (oggettivo)

Il bilancio 2026 è stato presentato in un periodo di incertezza economica globale, con pressioni inflazionistiche e necessità di sostenere la crescita interna. Il governo ha cercato di bilanciare la necessità di entrate fiscali con la volontà di non penalizzare eccessivamente le imprese, soprattutto quelle di dimensioni intermedie.

Domande Frequenti

  • Qual è la decisione del governo riguardo alla quota IVA sulle imprese? Il governo ha deciso di non ridurre la quota IVA applicata alle imprese.
  • Che cosa è previsto per la sovrattassazione sui profitti delle grandi aziende? Il governo manterrà la scala di sovrattassazione esistente nel 2025, escludendo le ETI.
  • Quanto si prevede che genererà la sovrattassazione? La previsione è di circa 8 miliardi di euro.
  • Le ETI saranno soggette alla sovrattassazione? No, le ETI sono escluse dalla sovrattassazione.
  • Qual è l’obiettivo principale di queste decisioni fiscali? L’obiettivo è garantire entrate fiscali stabili mantenendo un equilibrio con la pressione fiscale sulle imprese.

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