Foreste africane: da serbatoi di carbonio a fonti di CO₂, la stessa trasformazione che ha colpito Amazzonia e l’Asia sud‑orientale
Fonti
L’articolo originale è stato pubblicato su The Guardian il 28 novembre 2025. Continua a leggere l’articolo originale.
Approfondimento
Una ricerca recente ha evidenziato che le foreste africane, fino al 2010, agivano come serbatoi di carbonio, assorbendo più anidride carbonica (CO₂) di quanta ne emettessero. Dal 2010, tuttavia, la situazione è cambiata: le foreste africane sono diventate fonti nette di CO₂. Lo stesso studio ha osservato un cambiamento simile nelle altre due principali regioni di foresta pluviale del pianeta, l’Amazzonia sudamericana e l’Asia sud‑orientale.

Dati principali
| Regione | Stato dal 2010 |
|---|---|
| Amazzonia (Sud America) | Fonte di CO₂ |
| Asia sud‑orientale | Fonte di CO₂ |
| Africa | Fonte di CO₂ |
Possibili Conseguenze
- Incremento delle emissioni globali di CO₂, accelerando il riscaldamento globale.
- Riduzione dell’efficacia delle foreste come mitigatori naturali del cambiamento climatico.
- Aumento della vulnerabilità delle comunità locali a eventi climatici estremi.
- Potenziale impatto negativo sulla biodiversità forestale e sui servizi ecosistemici.
Opinione
Il documento sottolinea l’urgenza di interventi mirati per invertire la tendenza delle foreste africane e delle altre regioni pluviali, al fine di preservare la loro funzione di serbatoi di carbonio.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il rapporto si basa su dati di monitoraggio a lungo termine e su modelli di bilancio del carbonio. La conclusione che le foreste siano passate da serbatoi a fonti è supportata da evidenze empiriche, ma richiede ulteriori studi per identificare le cause specifiche (ad esempio deforestazione, incendi, cambiamenti climatici). La metodologia è trasparente e i risultati sono coerenti con studi precedenti su altre regioni.
Relazioni (con altri fatti)
La trasformazione delle foreste africane è in linea con le osservazioni fatte sull’Amazzonia e sull’Asia sud‑orientale, dove la deforestazione e l’uso del suolo hanno portato a un aumento delle emissioni. Questi cambiamenti sono stati documentati anche da organizzazioni come il World Resources Institute (WRI) e da rapporti delle Nazioni Unite sul clima.
Contesto (oggettivo)
Le foreste pluviali coprono circa il 15% della superficie terrestre e assorbono circa il 30% delle emissioni globali di CO₂. Il loro ruolo come serbatoi di carbonio è cruciale per mitigare l’effetto serra. Tuttavia, fattori come la deforestazione, gli incendi e i cambiamenti climatici stanno riducendo la capacità di assorbimento di queste foreste, trasformandole in fonti di emissioni.
Domande Frequenti
1. Che cosa significa che una foresta è un “carbon sink”?
Un “carbon sink” è un ecosistema che assorbe più anidride carbonica di quanta ne emetta, contribuendo a ridurre la concentrazione di CO₂ nell’atmosfera.
2. Perché le foreste africane sono diventate fonti di CO₂?
Il rapporto indica che, a partire dal 2010, le attività umane e i cambiamenti climatici hanno ridotto la capacità delle foreste africane di assorbire CO₂, facendo sì che le emissioni superassero gli assorbimenti.
3. Qual è l’impatto di questa trasformazione sul clima globale?
Quando le foreste passano da serbatoi a fonti, aumentano le emissioni di CO₂, accelerando il riscaldamento globale e potenzialmente intensificando eventi climatici estremi.
4. Cosa si intende per “interventi mirati” per invertire questa tendenza?
Si riferisce a politiche e pratiche volte a ridurre la deforestazione, promuovere la riforestazione, gestire sostenibilmente le foreste e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
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