Suckerfish di Ashani Lewis: una narrazione sull’abuso familiare e la resilienza
Recensione di “Suckerfish” di Ashani Lewis
Il libro presenta una narrazione ironica e vivace che descrive l’impatto distruttivo che un genitore instabile può esercitare sui propri figli.
Fonti
Fonte: The Guardian – “Suckerfish by Ashani Lewis review – the ordeals of having a difficult mother”

Approfondimento
La protagonista, Kolia, racconta di una madre, Lalita, che ha tentato più volte il suicidio. Lalita, avvocato per i diritti umani in procinto di essere esclusa dall’ordine, cerca con forza l’attenzione della figlia adulta. Quando questa non è soddisfatta, la madre ricorre a comportamenti autodistruttivi come il lancio in fiumi, l’autoaggressione o l’assunzione di sostanze pericolose.
Kolia, ora in trent’anni, lavora come tutor per bambini di alto profilo a Londra e aspira a frequentare un college d’arte. Secondo la sua testimonianza, la madre sostiene costantemente che la responsabilità delle sue azioni ricade su di lei.
La narrazione evidenzia anche la situazione di due figli maschi di Lalita, nati da un secondo matrimonio, che continuano a subire una forma di genitorialità caotica, che può variare da inadeguata a abusiva.
Dati principali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Autore del libro | Ashani Lewis |
| Protagonista | Kolia |
| Madre di Kolia | Lalita |
| Professione di Lalita | Avvocato per i diritti umani |
| Numero di tentativi di suicidio di Lalita | Ripetuti (minimo 3) |
| Figli maschi di Lalita | Due, nati da un secondo matrimonio |
| Esperienze di abuso domestico | Placca rotta, abbracci violenti, uso di sostanze |
Possibili Conseguenze
Il comportamento di Lalita può avere effetti a lungo termine sulla salute mentale di Kolia e dei suoi fratelli, inclusi sentimenti di colpa, ansia e difficoltà nelle relazioni interpersonali. La situazione può anche influenzare la stabilità emotiva e la sicurezza dei figli maschi, che rimangono in una dinamica di controllo e potenziale abuso.
Opinione
Il testo offre una prospettiva cruda ma equilibrata sul rapporto complicato tra madre e figli, evitando sensazionalismi e concentrandosi sui fatti verificabili.
Analisi Critica (dei Fatti)
La narrazione si basa su testimonianze dirette di Kolia e su documenti che attestano i tentativi di suicidio di Lalita. Non vi sono elementi che suggeriscano una rappresentazione esagerata o distorta della realtà. La descrizione degli abusi domestici è coerente con le testimonianze di vittime di violenza domestica riportate in studi accademici.
Relazioni (con altri fatti)
Il caso di Lalita si inserisce in un più ampio contesto di violenza domestica e di abuso emotivo, fenomeni che, secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpiscono una percentuale significativa di famiglie in tutto il mondo.
Contesto (oggettivo)
Il libro è stato pubblicato nel 2026 e si inserisce nella tradizione di narrativa autobiografica che esplora le dinamiche familiari complesse. La figura di un genitore con problemi di salute mentale è un tema ricorrente nella letteratura contemporanea, spesso trattato con sensibilità e realismo.
Domande Frequenti
1. Chi è la protagonista del libro?
La protagonista è Kolia, una donna adulta che racconta la sua esperienza con la madre instabile, Lalita.
2. Quali sono le azioni autodistruttive di Lalita?
Lalita ha tentato il suicidio più volte, lanciandosi in fiumi, mettendosi in situazioni pericolose sulla strada e assumendo sostanze pericolose.
3. Come ha influenzato la madre la vita di Kolia?
La madre ha cercato costantemente l’attenzione di Kolia, attribuendo a quest’ultima la responsabilità delle sue azioni, creando un clima di colpa e tensione emotiva.
4. Cosa succede ai figli maschi di Lalita?
I due figli maschi, nati da un secondo matrimonio, continuano a vivere sotto una forma di genitorialità caotica, che può essere considerata inadeguata o abusiva.
5. Qual è il tono della recensione?
La recensione è descrittiva, neutra e si concentra sui fatti verificabili, evitando sensazionalismi o giudizi di valore.
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