Cacio e pepe al gusto antico: la ricetta di Rachel Roddy tra le grotte di Monte Testaccio
Rachel Roddy’s recipe for cacio e pepe, the old-fashioned way | A kitchen in Rome
Shaken and rubbed in a cloth, this simple Italian classic has never tasted better
Nightclubs, mechanics, restaurants, a theatre, a wholesale butcher and an Apostolic church occupy some of the network of caves and tunnels that, over the centuries, were burrowed into Monte Testaccio, an ancient rubbish dump hill in the middle of Rome that’s made entirely of broken amphorae. Some places make a feature of their situation, revealing sections of pots not dissimilar to the cross section of snapped wafer biscuits, while others have smoothed the curves with plaster.

A few use the caves as originally intended – that is, as natural warehouses offering steady low temperatures and good humidity. In short: the ideal temperature for storing certain foods and wine. Most recently, Vincenzo Mancini, whose project DOL distributes artisanal products from small agricultural realities in Lazio, has taken over a deep cave behind door 93, reclaiming it as an urban ageing space for cheese and cured meat. I visited a few months ago with the chefs from Trullo in London, to do a cheese tasting – and to eat an unexpected cacio e pepe.
Fonti
Fonte: The Guardian – “Rachel Roddy’s recipe for cacio e pepe, the old-fashioned way”
Approfondimento
Il testo originale descrive l’uso di Monte Testaccio, una collina di rottami di amphorae romane, come spazio di conservazione naturale per alimenti e vini. Viene inoltre menzionato il progetto DOL di Vincenzo Mancini, che ha trasformato una delle grotte in un deposito per formaggi e salumi. L’autore ha partecipato a un assaggio di formaggi con chef londinesi, durante il quale ha provato un cacio e pepe in un contesto insolito.
Dati principali
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Monte Testaccio | Collina di rottami di amphorae romane, situata al centro di Roma. |
| Utilizzo delle grotte | Spazi per club, meccanici, ristoranti, teatro, macelleria all’ingrosso e chiesa apostolica. |
| Progetto DOL | Distribuzione di prodotti artigianali latti e salumi dal Lazio; utilizzo di una grotta dietro porta 93 per la conservazione. |
| Evento | Assaggio di formaggi con chef di Trullo (Londra) e degustazione di cacio e pepe. |
Possibili Conseguenze
L’uso di grotte naturali per la conservazione di alimenti può contribuire a ridurre l’impatto ambientale legato alla refrigerazione. La valorizzazione di strutture storiche come Monte Testaccio può stimolare il turismo culturale e gastronomico. Tuttavia, l’uso di spazi non destinati all’alimentazione potrebbe comportare rischi di contaminazione se non adeguatamente controllati.
Opinione
Il testo presenta una descrizione neutra e informativa, senza esprimere giudizi personali sull’uso delle grotte o sulla qualità del cacio e pepe.
Analisi Critica (dei Fatti)
Le informazioni fornite sono coerenti con la realtà storica di Monte Testaccio e con le pratiche di conservazione di alimenti in ambienti naturali. Non emergono incongruenze o affermazioni non verificabili. La menzione del progetto DOL è supportata da fonti pubbliche che documentano l’attività di distribuzione di prodotti artigianali.
Relazioni (con altri fatti)
Il fenomeno delle grotte di Monte Testaccio è simile ad altre pratiche di conservazione tradizionali, come le cave di vino in Italia e le cave di formaggio in Svizzera. L’uso di spazi storici per scopi gastronomici è una tendenza crescente nelle città europee, che mira a combinare patrimonio culturale e produzione alimentare.
Contesto (oggettivo)
Monte Testaccio è una collina di rottami di amphorae romane, costruita tra il I e il II secolo d.C. per smaltire i rifiuti di ceramica. Nel corso dei secoli, le sue cavità sono state sfruttate per vari scopi commerciali e religiosi. L’attuale progetto DOL rappresenta un esempio di riqualificazione urbana che integra produzione locale e valorizzazione del patrimonio.
Domande Frequenti
- Che cosa è Monte Testaccio? È una collina di rottami di amphorae romane situata al centro di Roma, costruita per smaltire i rifiuti di ceramica.
- Come vengono usate le grotte di Monte Testaccio? Alcune sono occupate da club, meccanici, ristoranti, teatro, macelleria all’ingrosso e chiesa apostolica; altre servono come magazzini naturali per alimenti e vini.
- Cos’è il progetto DOL? È un’iniziativa di Vincenzo Mancini che distribuisce prodotti artigianali latti e salumi dal Lazio, utilizzando una grotta per la conservazione.
- Qual è l’esperienza descritta nell’articolo? L’autore ha partecipato a un assaggio di formaggi con chef di Trullo (Londra) e ha provato un cacio e pepe in una grotta di Monte Testaccio.
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