Bar di Kingston si schiera contro ICE: cartello e donazioni per i diritti degli immigrati

Fonti

Fonte: The Guardian

Approfondimento

Il 30 gennaio, in occasione di una chiamata per un blocco nazionale, Anton Kinloch ha esposto un cartello sul marciapiede di Lone Wolf, un bar e ristorante di cocktail a Kingston, New York. Il cartello, scritto in grandi lettere, recita: “AMIAMO L’ICE NELLE BEVANDE. NON AMIAMO L’ICE NELLA VITA REALE. SOLIDARITÀ SEMPRE.”

Bar di Kingston si schiera contro ICE: cartello e donazioni per i diritti degli immigrati

Kinloch, insieme alla moglie e partner commerciale Lisa Dy, ha deciso di mantenere aperto il locale, destinando una parte delle entrate della serata a un gruppo locale di difesa dei diritti degli immigrati. La decisione è stata presa in un periodo di temperature molto basse e condizioni meteorologiche avverse, che avevano già ridotto il traffico nella zona.

Il gesto è stato motivato dalla volontà di non rimanere in silenzio di fronte alle violenze perpetrate da agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e del Customs and Border Patrol (CBP) contro Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis.

Dati principali

Data Luogo Evento Azioni intraprese
30 gennaio 2026 Kingston, New York Cartello contro ICE Cartello pubblicato, donazione a gruppo di advocacy
2026 (invernale) Kingston, New York Condizioni meteorologiche avverse Riduzione del traffico, difficoltà economiche
Data non specificata Minneapolis Uccisioni di Renee Good e Alex Pretti Violenza da parte di agenti ICE e CBP

Possibili Conseguenze

Le attività di ristorazione, già in una situazione precaria, possono subire ulteriori perdite di clientela a causa di recensioni negative e di una percezione di opposizione a ICE. D’altra parte, la visibilità del gesto può rafforzare la solidarietà con le comunità di immigrati e attirare clienti che condividono gli stessi valori.

Opinione

Il cartello esprime la posizione di Kinloch e Dy: l’uso di ICE nelle bevande è accettabile, ma l’uso di ICE nella vita reale è inaccettabile. La loro decisione di restare aperti e di donare parte dei profitti è un atto di solidarietà verso le comunità di immigrati.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il gesto di Kinloch è coerente con la sua posizione pubblica e con la realtà delle condizioni economiche del settore. La scelta di donare una parte delle entrate è un modo concreto per sostenere le cause di cui si è in solidarietà, senza compromettere la sostenibilità del business.

Relazioni (con altri fatti)

Il gesto di Kinloch si inserisce in un contesto più ampio di proteste contro le politiche di ICE e CBP, in particolare dopo le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti. La sua posizione è in linea con quella di altri imprenditori che hanno scelto di esprimere solidarietà verso le comunità di immigrati.

Contesto (oggettivo)

ICE (Immigration and Customs Enforcement) e CBP (Customs and Border Patrol) sono agenzie federali responsabili dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione e del controllo delle frontiere. Le loro azioni, in particolare in situazioni di conflitto con immigrati, hanno generato controversie e proteste a livello nazionale.

Domande Frequenti

  • Chi è Anton Kinloch? È il proprietario di Lone Wolf, un bar e ristorante di cocktail a Kingston, New York.
  • Qual è stato il messaggio del cartello esposto? Il cartello recita: “AMIAMO L’ICE NELLE BEVANDE. NON AMIAMO L’ICE NELLA VITA REALE. SOLIDARITÀ SEMPRE.”
  • Perché ha deciso di restare aperto? Ha valutato che le condizioni meteorologiche avverse e la situazione economica del settore rendevano difficile chiudere, ma ha scelto di restare aperto per esprimere solidarietà.
  • Qual è la relazione con le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti? Il gesto è stato motivato dalla volontà di non rimanere in silenzio di fronte alle violenze perpetrate da agenti ICE e CBP contro questi due individui.
  • Che tipo di donazione è stata fatta? Una parte delle entrate della serata è stata destinata a un gruppo locale di advocacy per i diritti degli immigrati.

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