Whitney White e la RSC: All Is But Fantasy, un nuovo sguardo su Shakespeare
Fonti
Fonte: The Guardian, All Is But Fantasy review – Lady Macbeth, Juliet and the girls belt out their grumbles as the witches let rip
Approfondimento
Il Royal Shakespeare Company (RSC) ha presentato a The Other Place di Stratford‑upon‑Avon una produzione intitolata All Is But Fantasy, realizzata da Whitney White. Il lavoro è un “gig‑theatre quartet” che combina musica, recitazione e riflessione critica sui classici di Shakespeare. White, scrittrice, compositrice e performer, utilizza la sua prospettiva di donna nera per interrogarsi su chi può occupare lo spazio nei testi del celebre drammaturgo e su come questi testi continuino a influenzare la cultura contemporanea.

Dati principali
| Personaggio | Ruolo nella produzione | Interpretazione |
|---|---|---|
| Lady Macbeth | Protagonista femminile | Whitney White |
| Emilia (da Othello) | Protagonista femminile | Whitney White |
| Giulietta | Protagonista femminile | Whitney White |
| Re Richard III | Protagonista maschile | Whitney White |
| Streghe (corso) | Chorus di trasformazione | Renée Lamb, Georgina Onuorah, Timmika Ramsay |
| Daniel Krikler | Maschio bianco, “he” di White | Interpretazione |
| Juliette Crosbie | Filo bianca femminile, rappresentante delle “Giuliette” tradizionali | Interpretazione |
Possibili Conseguenze
La scelta di White di interpretare sia ruoli femminili che maschili, insieme alla presenza di un coro di streghe, può stimolare un dibattito più ampio sul ruolo della diversità nei repertori classici. Potrebbe incoraggiare altre compagnie teatrali a riconsiderare le assegnazioni di ruolo e a esplorare prospettive diverse, contribuendo a una rappresentazione più inclusiva sul palcoscenico.
Opinione
Il testo non espone giudizi personali ma presenta la produzione come un tentativo di interrogare le convenzioni tradizionali del teatro shakespeariano. La descrizione si concentra sui temi di inclusività e sulla riflessione critica, senza adottare un tono sensazionalistico.
Analisi Critica (dei Fatti)
Whitney White utilizza la sua identità per porre domande concrete: chi può interpretare i personaggi di Shakespeare? Quali ruoli rimangono chiusi per determinate categorie di artisti? La produzione non mira a distruggere Shakespeare, ma a evidenziare le sue strutture di potere e a chiedere una riconsiderazione delle narrazioni tradizionali.
Relazioni (con altri fatti)
La scelta di includere un coro di streghe richiama la tradizione shakespeariana delle “streghe” come elementi di trasformazione e di critica sociale. Inoltre, la presenza di un personaggio maschile bianco e di una “femmina bianca” come foil crea un parallelo con le dinamiche di genere e razza spesso presenti nelle rappresentazioni teatrali contemporanee.
Contesto (oggettivo)
Il Royal Shakespeare Company è una delle più importanti istituzioni teatrali britanniche, nota per le sue produzioni di Shakespeare. The Other Place è un teatro più intimo, spesso utilizzato per sperimentazioni e nuove interpretazioni. Whitney White è una artista poliedrica che ha già lavorato in diversi progetti teatrali e musicali, con un focus particolare sulla rappresentazione di donne nere e di questioni di identità.
Domande Frequenti
- Chi è Whitney White? È una scrittrice, compositrice e performer che ha realizzato la produzione All Is But Fantasy per il RSC.
- Quali personaggi shakespeariani sono presenti nella produzione? Lady Macbeth, Emilia (da Othello), Giulietta e Re Richard III.
- Qual è il ruolo delle streghe nella rappresentazione? Funzionano come coro di trasformazione, aggiungendo una dimensione di critica e di riflessione sul testo originale.
- Perché la produzione è stata descritta come un “needling” di Shakespeare? White non intende distruggere i testi, ma sollevare interrogativi su chi può interpretare i ruoli e su come le narrazioni tradizionali influenzino ancora la società.
- Dove è stata eseguita la produzione? Al teatro The Other Place di Stratford‑upon‑Avon, parte del Royal Shakespeare Company.
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