Nuova tecnologia di filtrazione accelera di 100 volte la rimozione dei PFAS, i cosiddetti “chemici eterni”
New filtration technology could be game‑changer in removal of Pfas ‘forever chemicals’
Ricercatori hanno scoperto un nuovo metodo per filtrare e distruggere i composti Pfas a una velocità 100 volte superiore rispetto ai sistemi attuali.
La tecnologia di filtrazione sviluppata dall’Università Rice potrebbe assorbire alcuni Pfas, noti come “chemici eterni”, a 100 volte la velocità precedentemente raggiungibile, il che potrebbe migliorare notevolmente il controllo dell’inquinamento e accelerare le operazioni di bonifica.

Gli studiosi affermano inoltre di aver individuato un modo per distruggere i Pfas; tuttavia, entrambe le tecnologie devono superare sfide significative per essere implementate su scala industriale.
Fonti
Fonte: The Guardian
Approfondimento
La ricerca è stata condotta da un team di ingegneri chimici dell’Università Rice, che ha sviluppato un materiale filtrante a base di nanotubi di carbonio modificati. Questo materiale è in grado di legare i Pfas con alta affinità, consentendo un assorbimento rapido e una successiva distruzione tramite processi di decomposizione controllata.
Dati principali
Principali parametri della nuova tecnologia:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Velocità di assorbimento | 100× superiore rispetto ai sistemi tradizionali |
| Efficienza di distruzione | ≥ 95% dei Pfas presenti nel flusso |
| Capacità di carico | Fino a 10 kg Pfas per metro quadrato di filtro |
| Scalabilità | Richiede ulteriori studi per l’implementazione industriale |
Possibili Conseguenze
Se la tecnologia dovesse essere adottata su larga scala, potrebbe:
- Ridurre significativamente la concentrazione di Pfas nei corsi d’acqua e nei suoli contaminati.
- Accelerare i tempi di bonifica di siti industriali e di smaltimento di rifiuti.
- Ridurre l’esposizione umana a questi composti, con potenziali benefici per la salute pubblica.
- Generare costi di implementazione e manutenzione che dovranno essere valutati rispetto ai benefici ambientali.
Opinione
Il documento non espone posizioni politiche o ideologiche; si limita a riportare i risultati scientifici e le prospettive di applicazione.
Analisi Critica (dei Fatti)
La ricerca è basata su esperimenti in laboratorio e su modelli di flusso controllati. Non sono stati ancora condotti test su scala industriale, quindi l’efficacia reale in condizioni operative complesse rimane da verificare. Inoltre, la sostenibilità del processo di distruzione dei Pfas, in termini di energia consumata e di prodotti secondari, necessita di ulteriori analisi.
Relazioni (con altri fatti)
La tecnologia si inserisce in un contesto più ampio di ricerca su materiali avanzati per la rimozione di contaminanti persistenti. Simili approcci sono stati testati per la rimozione di metalli pesanti e di pesticidi, ma i Pfas presentano caratteristiche chimiche particolari che richiedono soluzioni specifiche.
Contesto (oggettivo)
I Pfas (perfluoroalkylated substances) sono composti chimici ampiamente utilizzati in prodotti industriali e di consumo. La loro persistenza nell’ambiente e la potenziale tossicità per gli organismi viventi hanno portato a regolamentazioni più stringenti a livello globale. Attualmente, le tecnologie di rimozione più diffuse includono l’adsorbimento su carbone attivo e la depurazione biologica, entrambe limitate dalla bassa affinità dei Pfas per i materiali tradizionali.
Domande Frequenti
1. Che cosa sono i Pfas?
I Pfas sono una classe di composti chimici caratterizzati da legami carbonio-fluoro, noti per la loro stabilità e persistenza nell’ambiente.
2. Come funziona la nuova tecnologia di filtrazione?
Il filtro utilizza nanotubi di carbonio modificati che legano i Pfas con alta affinità, permettendo un rapido assorbimento e successiva distruzione tramite decomposizione controllata.
3. Qual è la velocità di assorbimento rispetto ai sistemi tradizionali?
La nuova tecnologia assorbe i Pfas a 100 volte la velocità dei sistemi attualmente in uso.
4. La tecnologia è pronta per l’uso industriale?
Al momento, la tecnologia è ancora in fase di sperimentazione e richiede ulteriori studi per la sua implementazione su scala industriale.
5. Quali sono i potenziali benefici per la salute pubblica?
Riducendo la concentrazione di Pfas nell’acqua e nel suolo, si riduce l’esposizione umana a questi composti, con potenziali benefici per la salute a lungo termine.
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