Cricket: le fan femminili chiedono un linguaggio più inclusivo
Le fan del cricket femminili fanno parte di una chiesa ampia | Lettere
Una lettera di Kathy Dalwood, pubblicata il 18 gennaio 2026, esprime preoccupazione per l’uso di analogie sportive tipicamente maschili nei testi del Guardian. In risposta, Jennifer Gale e Tracy Zussman difendono l’uso di tali analogie, sostenendo che siano comprensibili e non esclusivi. Un’altra lettera, inviata da Colin Prower, è stata menzionata ma non riportata nel testo originale.
Lettera di Kathy Dalwood
Kathy Dalwood lamenta che alcuni articoli del Guardian utilizzino analogie sportive maschili, che secondo lei possono risultare poco inclusive per le lettrici. La lettera è stata pubblicata su Letters, 18 gennaio 2026.

Risposta di Jennifer Gale
Jennifer Gale, residente a Bideford, Devon, afferma che la maggior parte delle lettrici del Guardian conosce Stuart Broad, giocatore di cricket inglese. Gale ha frequentato partite di cricket maschile per oltre quaranta anni e osserva che, oltre alle tribune rumorose, la folla è quasi equamente composta da uomini e donne.
Commento di Tracy Zussman
Tracy Zussman, di Hove, East Sussex, sostiene che le analogie sportive, sia quelle di natura sportiva sia di altro tipo, non sono intrinsecamente “pub‑style” o esclusivamente maschili. Zussman ritiene che tali analogie possano essere apprezzate da un pubblico ampio.
Fonti
Articolo originale: The Guardian – Female cricket fans are part of a broad church.
Approfondimento
Il dibattito nasce dalla percezione che l’uso di analogie tipicamente maschili possa alienare le lettrici. Le risposte di Gale e Zussman suggeriscono che, nella pratica, tali analogie non risultano esclusivi per le donne, ma piuttosto parte di un linguaggio condiviso tra appassionati di cricket.
Dati principali
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Numero di anni di frequenza di Gale alle partite di cricket | ≥ 40 anni |
| Proporzione di donne e uomini nelle tribune | Quasi pari |
| Fonte della lettera di Dalwood | Letters, 18 gennaio 2026 |
| Fonte dell’articolo principale | Guardian, 21 gennaio 2026 |
Possibili Conseguenze
L’uso di analogie sportive maschili può, secondo la lettera di Dalwood, creare una percezione di esclusività. Se non gestite con attenzione, tali analogie potrebbero ridurre l’inclusività percepita del contenuto sportivo per le lettrici.
Opinione
Le opinioni espresse sono le seguenti:
- Kathy Dalwood: analogie maschili poco inclusive.
- Jennifer Gale: analogie comprese e accettate dalla maggior parte delle lettrici.
- Tracy Zussman: analogie non sono intrinsecamente maschili.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il fatto che Gale abbia frequentato partite di cricket per oltre quattro decenni e osservi una quasi parità di genere nelle tribune supporta l’argomentazione che le analogie sportive non siano esclusivamente maschili. La lettera di Dalwood, tuttavia, evidenzia una percezione differente, suggerendo che la sensibilità al linguaggio possa variare tra i lettori.
Relazioni (con altri fatti)
Il tema dell’inclusività linguistica è stato affrontato in altri contesti sportivi, come il calcio e il basket, dove si è discusso dell’uso di termini tradizionalmente associati al genere maschile. Le discussioni sul Guardian si inseriscono in questo più ampio dibattito.
Contesto (oggettivo)
Il cricket è uno sport con una lunga tradizione in Inghilterra e in altri paesi del Commonwealth. Le partite attirano spettatori di entrambi i sessi, e la cultura del cricket è caratterizzata da un linguaggio ricco di metafore e analogie sportive.
Domande Frequenti
1. Qual è la preoccupazione principale di Kathy Dalwood?
Dalwood teme che l’uso di analogie sportive tipicamente maschili possa risultare poco inclusivo per le lettrici.
2. Come descrive Jennifer Gale la composizione del pubblico nelle tribune?
Gale osserva che, oltre alle tribune rumorose, la folla è quasi equamente composta da uomini e donne.
3. Qual è la posizione di Tracy Zussman sull’uso delle analogie?
Zussman sostiene che le analogie sportive non sono intrinsecamente maschili e possono essere apprezzate da un pubblico ampio.
4. Dove è possibile leggere l’articolo originale?
L’articolo è disponibile su The Guardian.
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