Il mito della testa: quanta quantità di calore si perde davvero?

Fonti

Fonte originale: The Guardian – “Is it true that you lose most body heat from your head?”

Manuale di sopravvivenza dell’esercito degli Stati Uniti (1976): FM21-76 Survival Manual

Il mito della testa: quanta quantità di calore si perde davvero?

Prof. John Tregoning, Imperial College London: Profilo

Approfondimento

Nel 1970, il Manuale di sopravvivenza dell’esercito degli Stati Uniti raccomandava di coprire sempre la testa, affermando che “puoi perdere il 40–45% del calore corporeo da una testa non protetta”. Questa indicazione è spesso citata come base del mito che la testa sia la principale fonte di perdita di calore. Il professore John Tregoning, esperto di immunologia vaccinale all’Imperial College London, ha commentato che tale affermazione non è supportata da evidenze scientifiche.

Dati principali

Area del corpo Percentuale di calore perso (stimata)
Testa non coperta 40–45%
Altre parti esposte (faccia, mani, piedi) Variabile, dipendente dalla superficie esposta
Corpo coperto da abbigliamento adeguato Riduzione significativa della perdita di calore

Questi valori indicano che la perdita di calore è proporzionale all’area esposta, non esclusivamente alla testa.

Possibili Conseguenze

Una copertura inadeguata della testa in condizioni di freddo può aumentare il rischio di ipotermia, poiché il calore corporeo si disperde più rapidamente. Tuttavia, la stessa perdita di calore può verificarsi da altre parti del corpo se non adeguatamente protette.

Opinione

Nonostante la mancanza di fondamento scientifico per l’affermazione del 1970, indossare un cappello in ambienti freddi è comunque consigliato per ridurre la perdita di calore e mantenere il comfort termico.

Analisi Critica (dei Fatti)

L’affermazione del manuale è stata formulata in un contesto di sopravvivenza militare, dove la protezione della testa era considerata cruciale per la sopravvivenza. Tuttavia, studi termici moderni dimostrano che la perdita di calore è distribuita in modo più uniforme tra le parti esposte del corpo. La percentuale di 40–45% attribuita alla testa è quindi probabilmente un valore di riferimento piuttosto che una misura precisa.

Relazioni (con altri fatti)

La stessa logica si applica alla perdita di calore da mani, piedi e faccia: tutte le aree non protette contribuiscono in modo significativo alla dissipazione di calore. L’uso di abbigliamento tecnico, come giacche termiche e pantaloni in tessuti isolanti, riduce la perdita di calore in modo più efficace rispetto alla semplice copertura della testa.

Contesto (oggettivo)

Il manuale di sopravvivenza è stato redatto negli anni ’70, un periodo in cui la conoscenza termica era meno sviluppata rispetto ai giorni nostri. Le raccomandazioni di quel tempo riflettevano le pratiche militari dell’epoca e l’assenza di tecnologie moderne di isolamento termico.

Domande Frequenti

1. Perché il manuale del 1970 afferma che si perde il 40–45% di calore dalla testa?

Il manuale si basava su stime pratiche e sull’esperienza militare dell’epoca, senza dati sperimentali dettagliati. La percentuale è stata probabilmente usata come valore di riferimento per enfatizzare l’importanza della protezione della testa.

2. La testa è davvero la principale fonte di perdita di calore?

No. La perdita di calore dipende dall’area esposta e dalla temperatura ambientale. Se altre parti del corpo sono esposte, la perdita di calore può essere comparabile o superiore a quella della testa.

3. È necessario indossare un cappello in ogni situazione fredda?

Indossare un cappello è consigliato quando la temperatura è bassa e l’aria è ventosa, poiché riduce la perdita di calore dalla testa e migliora il comfort termico complessivo.

4. Quali sono i benefici di un abbigliamento tecnico rispetto a un cappello?

L’abbigliamento tecnico, come giacche e pantaloni in tessuti isolanti, riduce la perdita di calore in modo più uniforme su tutto il corpo, offrendo una protezione più completa rispetto alla sola copertura della testa.

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