Khamenei riconosce migliaia di morti nelle proteste iraniane e accusa gli Stati Uniti e Trump

Fonti

Fonte: The Guardian

Approfondimento

Il 17 gennaio 2026, l’ayatollah Ali Khamenei, capo supremo dell’Iran, ha pronunciato un discorso in cui ha riconosciuto per la prima volta che migliaia di persone sono state uccise durante le proteste che hanno coinvolto il paese nelle ultime due settimane. Ha inoltre attribuito la responsabilità di tali morti agli Stati Uniti e ha denunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come “criminale” per il suo presunto sostegno alle manifestazioni.

Khamenei riconosce migliaia di morti nelle proteste iraniane e accusa gli Stati Uniti e Trump

Dati principali

• Numero di vittime: migliaia (valore non specificato).
• Modalità di uccisione: “in modo inumano e selvaggio” (descrizione fornita dal capo supremo).
• Accusa principale: responsabilità degli Stati Uniti per il numero di morti.
• Accusa secondaria: Donald Trump accusato di criminalità per il supporto alle proteste.

Possibili Conseguenze

Le dichiarazioni di Khamenei potrebbero intensificare le tensioni interne, portando a ulteriori repressioni dei manifestanti e a un aumento delle violenze. Sul piano internazionale, la critica verso gli Stati Uniti potrebbe aggravare le relazioni già tese tra i due paesi, con potenziali ripercussioni economiche e diplomatiche.

Opinione

Nel suo intervento, Khamenei ha espresso opinioni forti sul ruolo degli Stati Uniti e su Donald Trump, qualificandolo di “criminale”. Queste affermazioni riflettono la posizione ufficiale del governo iraniano nei confronti delle proteste e delle relazioni estere.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il riconoscimento pubblico di migliaia di morti è un dato significativo, poiché precedentemente le autorità iraniane avevano fornito cifre più contenute. L’attribuzione della responsabilità agli Stati Uniti non è supportata da prove dirette pubbliche, ma rappresenta una strategia retorica per delegittimare le proteste. La descrizione delle modalità di uccisione come “inuomane e selvagge” è un’affermazione qualitativa che richiederebbe verifiche indipendenti per essere confermata.

Relazioni (con altri fatti)

Le proteste in Iran sono parte di un più ampio movimento di dissenso che ha avuto inizio nel 2022, con richieste di riforme politiche e diritti civili. Le accuse contro gli Stati Uniti si inseriscono in una lunga storia di tensioni bilaterali, inclusi sanzioni economiche e conflitti di interesse regionale.

Contesto (oggettivo)

L’Iran è una repubblica islamica con un sistema di governo in cui il capo supremo detiene poteri esecutivi, legislativi e giudiziari. Le proteste recenti hanno coinvolto diverse città e hanno attirato l’attenzione internazionale. Gli Stati Uniti hanno storicamente mantenuto una posizione critica nei confronti del regime iraniano, con sanzioni economiche e dichiarazioni pubbliche di disapprovazione.

Domande Frequenti

1. Quante persone sono state uccise durante le proteste?
Khamenei ha dichiarato che migliaia di persone sono state uccise, ma non ha fornito un numero preciso.

2. Perché Khamenei ha accusato gli Stati Uniti?
Secondo il suo discorso, gli Stati Uniti sono responsabili del numero di morti, probabilmente perché il governo iraniano ritiene che gli Stati Uniti abbiano sostenuto le proteste.

3. Come ha descritto Khamenei le modalità di uccisione?
Ha affermato che alcune vittime sono state uccise “in modo inumano e selvaggio”.

4. Qual è la posizione di Khamenei su Donald Trump?
Ha definito Trump un “criminale” per il suo presunto sostegno alle manifestazioni.

5. Quali potrebbero essere le conseguenze delle dichiarazioni di Khamenei?
Le dichiarazioni potrebbero intensificare la repressione interna e peggiorare le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

Commento all'articolo