TikTok licenzia centinaia di moderatori nel Regno Unito: accuse di “union busting” e azioni legali in corso

Fonti

Fonte: The Guardian

Approfondimento

Nel gennaio 2026, TikTok ha licenziato un numero significativo di moderatori nel Regno Unito poco prima della votazione prevista per la costituzione di un sindacato. I lavoratori accusano l’azienda di aver adottato pratiche di “union busting”, definendo le azioni come oppressive e intimidatorie. L’obiettivo dichiarato dei moderatori è stato quello di creare un’unità di contrattazione collettiva per tutelarsi dai costi personali derivanti dal controllo di contenuti estremi e violenti.

TikTok licenzia centinaia di moderatori nel Regno Unito: accuse di “union busting” e azioni legali in corso

Dati principali

Data Evento Numero di licenziamenti
Gennaio 2026 Licenziamento di moderatori Centinaia (numero esatto non divulgato)
Gennaio 2026 Votazione per la costituzione di un sindacato In programma

Possibili Conseguenze

Le azioni legali intraprese dai lavoratori potrebbero portare a: (1) una sentenza che riconosca la licenziamento ingiustificato e obblighi TikTok a rimettere in servizio i dipendenti o a corrispondere indennità; (2) una revisione delle politiche interne di TikTok riguardanti la gestione dei moderatori; (3) un impatto reputazionale sull’azienda, con potenziali ripercussioni sui rapporti con altri dipendenti e sul mercato.

Opinione

Le parti coinvolte esprimono opinioni contrastanti: i moderatori sottolineano la necessità di protezione psicologica e di un ambiente di lavoro sicuro, mentre TikTok sostiene di aver agito in conformità con le normative vigenti e di aver fornito adeguate alternative di lavoro. Le autorità competenti stanno valutando la validità delle accuse.

Analisi Critica (dei Fatti)

La cronologia degli eventi indica che i licenziamenti sono avvenuti immediatamente prima della votazione sindacale, un fattore che può essere interpretato come una strategia di deterrenza. Tuttavia, senza dati quantitativi precisi sul numero di licenziamenti e sulle motivazioni specifiche fornite dall’azienda, la valutazione della legittimità delle azioni rimane aperta. La questione della “union busting” è soggetta a interpretazioni legali basate sul diritto del lavoro del Regno Unito.

Relazioni (con altri fatti)

Questo caso si inserisce in un più ampio contesto di controversie tra piattaforme di social media e i loro moderatori, dove questioni di salute mentale, sicurezza sul lavoro e diritti sindacali sono emerse in diverse giurisdizioni. Simili controversie sono state registrate in passato con aziende come Meta e YouTube.

Contesto (oggettivo)

Il Regno Unito dispone di leggi che tutelano i lavoratori che intendono costituire un sindacato, tra cui il Trade Union and Labour Relations (Consolidation) Act 1992. Le aziende sono obbligate a non discriminare o a prendere provvedimenti contro i dipendenti per motivi sindacali. TikTok, come piattaforma globale, opera in un ambiente regolamentato da diverse normative nazionali e internazionali.

Domande Frequenti

1. Perché TikTok ha licenziato i moderatori? TikTok ha riferito che i licenziamenti erano parte di una ristrutturazione interna, ma i lavoratori contestano che la tempistica sia stata scelta per ostacolare la costituzione di un sindacato.

2. Cosa intendono i moderatori con “union busting”? I moderatori affermano che le azioni di TikTok sono state volte a intimidire e a impedire la formazione di un sindacato, violando le norme sul diritto di associazione.

3. Qual è lo stato attuale delle azioni legali? I lavoratori hanno avviato un procedimento giudiziario per licenziamento ingiustificato e violazione delle leggi sindacali; il caso è in fase di valutazione da parte delle autorità competenti.

4. Come può TikTok rispondere alle accuse? TikTok può presentare documentazione che dimostri la legittimità dei licenziamenti e la conformità alle normative vigenti, oltre a proporre misure di compensazione o rimettere in servizio i dipendenti.

5. Quali sono le implicazioni per i moderatori? Se le accuse vengono accertate, i moderatori potrebbero ricevere indennità, rimettere in servizio o ottenere altre forme di compensazione, oltre a rafforzare la loro posizione sindacale.

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