Tre detenuti di Palestine Action terminano il digiuno dopo che il governo britannico rinuncia al contratto di 2 miliardi di sterline con Elbit Systems UK
Fonti
Fonte: The Guardian
Approfondimento
Tre detenuti affiliati a Palestine Action hanno dichiarato la fine della loro protesta di digiuno dopo che il governo britannico ha deciso di non assegnare un contratto di 2 miliardi di sterline alla filiale britannica di Elbit Systems, un’azienda israeliana di armamenti. Quattro altri detenuti, che avevano sospeso temporaneamente il digiuno, hanno scelto di non proseguire la protesta.

Dati principali
• Numero di detenuti che hanno terminato il digiuno: 3
• Numero di detenuti che hanno sospeso e non continuato: 4
• Importo del contratto rifiutato: 2 miliardi di sterline
• Durata prevista del digiuno di Heba Muraisi: 73 giorni (se non fosse terminato)
• Durata del digiuno più lungo tra i prigionieri irlandesi: 73 giorni (Kieran Doherty)
• Durata minima del digiuno prima della prima morte tra i prigionieri irlandesi: 46 giorni
Possibili Conseguenze
La fine del digiuno riduce immediatamente il rischio di complicazioni mediche per i detenuti. Tuttavia, la decisione di non proseguire la protesta potrebbe influenzare la percezione pubblica delle cause di Palestine Action e la loro strategia di mobilitazione. Inoltre, la scelta di non continuare potrebbe avere ripercussioni sul morale interno del movimento.
Opinione
Il termine del digiuno è stato accolto come un risultato positivo per la salute dei detenuti, ma la decisione di non proseguire la protesta può essere vista come un segnale di frustrazione o di ricalcolo strategico da parte dei membri di Palestine Action.
Analisi Critica (dei Fatti)
La decisione del governo di non assegnare il contratto a Elbit Systems è stata la causa immediata della fine del digiuno. Non vi sono prove che la protesta abbia influenzato direttamente la decisione governativa. La durata del digiuno di Heba Muraisi, se fosse continuata, avrebbe raggiunto un record paragonabile a quello di Kieran Doherty, suggerendo un rischio significativo per la salute. La scelta di sospendere e non continuare la protesta da parte di altri detenuti indica una valutazione personale del rischio rispetto ai benefici percepiti.
Relazioni (con altri fatti)
Il caso di digiuno di Heba Muraisi è stato paragonato a quello di Kieran Doherty, un prigioniero irlandese che ha sostenuto il digiuno più a lungo tra i dieci prigionieri che sono morti nel 1981. La comparazione evidenzia la gravità delle condizioni di detenzione e la storia di proteste di lunga durata in contesti politici.
Contesto (oggettivo)
Palestine Action è un’organizzazione che promuove la causa palestinese in Gran Bretagna. I detenuti coinvolti erano in attesa di processi per reati legati a proteste sostenute dall’organizzazione. Il contratto di 2 miliardi di sterline in questione era destinato a Elbit Systems UK, una filiale di un’azienda israeliana di armamenti. La decisione del governo di non assegnare il contratto è stata presa in un contesto di crescente attenzione internazionale verso le questioni di sicurezza e di diritti umani.
Domande Frequenti
1. Perché i detenuti hanno iniziato il digiuno? I detenuti hanno avviato una protesta di digiuno per attirare l’attenzione sul loro caso e sulla causa di Palestine Action, in particolare in relazione alla decisione del governo di non assegnare il contratto a Elbit Systems UK.
2. Qual è stato l’impatto della decisione governativa sul digiuno? La decisione di non assegnare il contratto ha portato alla fine del digiuno da parte di tre detenuti e alla sospensione senza proseguimento da parte di altri quattro.
3. Quali rischi sono associati a un digiuno prolungato? Un digiuno di lunga durata, come quello previsto per Heba Muraisi (73 giorni), può comportare gravi rischi per la salute, inclusi danni agli organi, compromissione del sistema immunitario e, in casi estremi, la morte.
4. Come si confronta la durata del digiuno di Heba Muraisi con quella di Kieran Doherty? Entrambi i prigionieri avrebbero raggiunto 73 giorni di digiuno, il più lungo tra i prigionieri irlandesi che sono morti nel 1981.
5. Cosa significa la scelta di non continuare la protesta per i detenuti? La decisione di sospendere e non proseguire la protesta indica una valutazione personale del rischio rispetto ai benefici percepiti, e può riflettere una strategia di ricalcolo interno all’organizzazione.
Commento all'articolo