L’omosessualità nei primati: chiave di coesione sociale in tempi di stress
Il comportamento sessuale omosessuale dei primati potrebbe rafforzare i legami in tempi di stress ambientale
Il comportamento tra specie non umane potrebbe contribuire a mantenere i gruppi uniti di fronte a sfide sociali, afferma uno studio.
Il comportamento sessuale omosessuale tra primati non umani può emergere come mezzo per rafforzare i legami e mantenere le società unite di fronte a sfide ambientali o sociali, hanno suggerito i ricercatori.

Il professor Vincent Savolainen, coautore dello studio dell’Imperial College London, ha aggiunto che, sebbene il lavoro si sia concentrato sui nostri parenti evolutivi viventi, le prime specie umane probabilmente hanno affrontato sfide simili, aumentando la probabilità che anche esse abbiano mostrato tale comportamento.
Fonti
Fonte: The Guardian
Approfondimento
Lo studio analizza osservazioni di primati non umani in situazioni di stress ambientale o sociale, evidenziando che il comportamento sessuale omosessuale può servire a consolidare le relazioni di gruppo.
Dati principali
- Tipo di comportamento: attività sessuale tra individui dello stesso sesso.
- Scopo osservato: rafforzamento dei legami sociali e coesione del gruppo.
- Contesto: situazioni di stress ambientale o sociale.
Possibili Conseguenze
Un rafforzamento dei legami sociali può aumentare la stabilità del gruppo, migliorare la cooperazione e ridurre conflitti interni, contribuendo alla sopravvivenza collettiva in condizioni avverse.
Opinione
Secondo i ricercatori, il comportamento osservato è interpretato come un meccanismo adattativo per mantenere l’unità del gruppo. Non si tratta di una scelta volontaria ma di un comportamento che emerge in risposta a fattori esterni.
Analisi Critica (dei Fatti)
Lo studio si basa su osservazioni empiriche e suggerisce una correlazione tra comportamento sessuale omosessuale e rafforzamento dei legami sociali. Tuttavia, non stabilisce causalità diretta e richiede ulteriori ricerche per confermare i meccanismi sottostanti.
Relazioni (con altri fatti)
Il comportamento osservato nei primati è stato riportato anche in altre specie animali, indicando una possibile strategia evolutiva condivisa per affrontare stress sociali o ambientali. Inoltre, la stessa dinamica potrebbe aver avuto luogo nelle prime specie umane.
Contesto (oggettivo)
Lo studio è stato pubblicato nel 2026 dall’Imperial College London e si inserisce in un corpo di ricerca che esplora le funzioni sociali del comportamento sessuale nei primati.
Domande Frequenti
- Che cosa è stato scoperto? Il comportamento sessuale omosessuale nei primati non umani può rafforzare i legami sociali in situazioni di stress.
- Chi ha condotto lo studio? Il professor Vincent Savolainen e colleghi dell’Imperial College London.
- Qual è la rilevanza per gli esseri umani? Le prime specie umane potrebbero aver affrontato sfide simili, suggerendo che anche loro potrebbero aver mostrato comportamenti analoghi.
- Lo studio dimostra una causa diretta? No, lo studio evidenzia una correlazione ma non stabilisce causalità.
- <strongDove posso leggere l'articolo originale? Sul sito The Guardian all’indirizzo https://www.theguardian.com/science/2026/jan/12/primates-same-sex-sexual-behaviour-reinforce-social-bonds-study.
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