Tredici ex presidenti della Fed si oppongono alla mossa di Trump di minacciare l’indipendenza della banca centrale

Fonti

Fonte: The Guardian, “Ex-Fed chairs condemn Trump’s bid to weaken central bank”, pubblicato il 12 gennaio 2026. https://www.theguardian.com/business/2026/jan/12/trump-condemn-federal-reserve-powell-investigation

Approfondimento

Il 12 gennaio 2026, tredici ex funzionari di alto livello della Federal Reserve hanno firmato una dichiarazione pubblica in cui condannano l’iniziativa del governo Trump di indebolire l’indipendenza della banca centrale. La dichiarazione è stata pubblicata in seguito all’apertura da parte del Dipartimento di Giustizia (DOJ) di un’indagine penale contro il presidente della Fed, Jerome Powell.

Tredici ex presidenti della Fed si oppongono alla mossa di Trump di minacciare l’indipendenza della banca centrale

Dati principali

La dichiarazione è stata firmata da:

Nome Ruolo nella Fed Periodo di servizio
Alan Greenspan Presidente 1987‑2006
Ben Bernanke Presidente 2006‑2014
Janet Yellen Presidente 2014‑2018
Altri 10 firmatari Altri ruoli senior Vari

Possibili Conseguenze

Secondo i firmatari, un attacco giudiziario alla Fed può avere effetti negativi sul costo della vita, come osservato in altri paesi dove simili azioni hanno portato a inflazione più alta e a una maggiore incertezza economica. Inoltre, la perdita di indipendenza potrebbe ridurre la capacità della Fed di gestire la politica monetaria in modo efficace.

Opinione

La dichiarazione esprime l’opinione che l’attacco giudiziario alla Fed sia inaccettabile e che non abbia posto negli Stati Uniti. I firmatari sottolineano che la Fed deve rimanere indipendente per garantire stabilità economica e fiducia nei mercati.

Analisi Critica (dei Fatti)

La dichiarazione si basa su fatti verificabili: l’indagine penale è stata avviata dal DOJ, e i firmatari sono ex dirigenti della Fed. Tuttavia, la valutazione degli effetti negativi sul costo della vita è basata su osservazioni di altri paesi e non su dati specifici relativi all’America. La dichiarazione non fornisce dati quantitativi sull’impatto atteso della procedura giudiziaria sulla politica monetaria statunitense.

Relazioni (con altri fatti)

Il caso è simile a situazioni in cui autorità giudiziarie in paesi come la Francia e la Germania hanno tentato di intervenire nelle decisioni delle banche centrali, con conseguenze negative per l’inflazione e la stabilità finanziaria. La dichiarazione mette in evidenza la necessità di proteggere l’indipendenza delle banche centrali a livello globale.

Contesto (oggettivo)

La Federal Reserve è l’istituzione responsabile della politica monetaria negli Stati Uniti. La sua indipendenza è considerata fondamentale per evitare pressioni politiche che potrebbero compromettere la gestione dell’inflazione e della crescita economica. L’indagine penale contro Jerome Powell è stata avviata in risposta a presunte violazioni di legge, ma la sua portata e le implicazioni per la Fed rimangono oggetto di discussione.

Domande Frequenti

Domanda 1: Chi ha firmato la dichiarazione?

Risposta: Tredici ex funzionari senior della Federal Reserve, tra cui i tre ex presidenti Alan Greenspan, Ben Bernanke e Janet Yellen.

Domanda 2: Qual è l’obiettivo della dichiarazione?

Risposta: Condannare l’iniziativa del governo Trump di indebolire l’indipendenza della Fed e sottolineare le potenziali conseguenze negative per l’economia.

Domanda 3: Cosa ha innescato l’indagine penale contro Jerome Powell?

Risposta: L’indagine è stata avviata dal Dipartimento di Giustizia (DOJ) in seguito a presunte violazioni di legge, ma i dettagli specifici non sono stati divulgati nel testo originale.

Domanda 4: Quali sono le conseguenze previste di un attacco giudiziario alla Fed?

Risposta: Secondo i firmatari, un attacco giudiziario può portare a un aumento del costo della vita, inflazione più alta e riduzione della fiducia nei mercati.

Domanda 5: La dichiarazione è stata pubblicata da un singolo media?

Risposta: La dichiarazione è stata pubblicata su The Guardian, un quotidiano britannico, ma è stata condivisa da numerose fonti e piattaforme di notizie.

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