2025: “vibe coding”, “parasocial” e “rage bait” si contendono la parola dell’anno

Fonti

Fonte: The Guardian, articolo “Rage bait, goblin mode … do words of the year have any real value?” pubblicato il 31 dicembre 2025.

Approfondimento

Nel 2025, diverse pubblicazioni linguistiche hanno nominato parole diverse come “word of the year”. Il Collins Dictionary ha scelto “vibe coding”, mentre il Cambridge Dictionary ha proposto “parasocial”. L’Oxford University Press ha invece nominato “rage bait”. Oltre a queste, altre pubblicazioni hanno indicato termini diversi, evidenziando una mancanza di consenso sul termine più rappresentativo.

2025: “vibe coding”, “parasocial” e “rage bait” si contendono la parola dell’anno

Dati principali

Di seguito una tabella sintetica delle scelte fatte dalle principali pubblicazioni:

Pubblicazione Parola scelta
Collins Dictionary vibe coding
Cambridge Dictionary parasocial
Oxford University Press rage bait

Possibili Conseguenze

La scelta di termini poco diffusi o appartenenti allo slang online può influenzare la percezione pubblica della lingua, portando a un aumento temporaneo dell’uso di tali parole nei media e nelle conversazioni digitali. Tuttavia, la loro durata nel tempo rimane incerta, poiché molte parole di questo tipo tendono a perdere rilevanza una volta che il contesto originale si evolve.

Opinione

L’articolo esprime una certa dose di scetticismo riguardo al valore reale delle parole selezionate, sottolineando che molte di esse sono “obscure e poco usate” e provengono da un lessico online che non ha dimostrato di resistere alla prova del tempo.

Analisi Critica (dei Fatti)

Un’analisi dei dati linguistici mostra che le parole scelte presentano un tasso di utilizzo molto basso rispetto a termini più consolidati. La loro origine nel gergo online, spesso legato a specifiche comunità o piattaforme, riduce la probabilità che vengano adottate in modo diffuso dalla lingua generale.

Relazioni (con altri fatti)

Il fenomeno di selezionare parole di origine digitale non è nuovo: negli anni precedenti, termini come “selfie” o “hashtag” sono stati nominati “word of the year” e hanno avuto un impatto più duraturo. La differenza risiede nella capacità di tali parole di attraversare i confini delle comunità online e di essere integrate nella lingua quotidiana.

Contesto (oggettivo)

La tradizione di nominare una “word of the year” è iniziata negli anni ’90 e serve a riflettere le tendenze linguistiche e culturali di un dato anno. Le scelte sono spesso basate su criteri quali frequenza d’uso, rilevanza culturale e innovazione semantica.

Domande Frequenti

1. Quali parole sono state nominate come “word of the year” nel 2025?
Le principali pubblicazioni hanno scelto “vibe coding” (Collins), “parasocial” (Cambridge) e “rage bait” (Oxford).

2. Perché l’articolo mette in dubbio il valore delle parole scelte?
L’articolo sostiene che molte di queste parole sono poco usate e provengono da un lessico online, il che riduce la loro capacità di diventare parte integrante della lingua.

3. Come si differenziano le parole di origine digitale da quelle più tradizionali?
Le parole digitali spesso emergono da comunità specifiche e possono avere un impatto temporaneo, mentre le parole più tradizionali tendono a essere adottate più ampiamente e a mantenere la loro rilevanza nel tempo.

4. Cosa implica la scelta di parole poco diffuse per la lingua?
Può portare a un aumento temporaneo dell’uso di tali termini nei media e nelle conversazioni online, ma la loro permanenza nella lingua è incerta.

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